Björn Larsson “La vera storia del pirata Long John Silver”

Larsson racconta la vita dei pirati attraverso la gesta di Long John Silver, già ambiguo personaggio de “L’isola del tesoro”, da cui viene prelevato per farne il protagonista di questo libro, che si apre con la amputazione della gamba, che Long John subisce con leonino coraggio e sovrumano stoicismo.

Ovviamente la figura del protagonista è di fondamentale importanza, ma non direi proprio che quella di Silver –che narra di sé e della sua vita in un libro di memorie- sia ben riuscita, ondeggiando fra il disgusto di sé e della propria vita da un lato, e la autocelebrazione dall’altro, che mi sono parsi l’uno di maniera, l’altra compiaciuta e tali da rendere questo personaggio complessivamente stucchevole. Lo stesso è per la vita dei pirati, pencolante fra un belluino ed ebbro abbrutimento dove la vita propria e degli altri non ha valore alcuno, e un confuso sentimento di libertà e giustizia.

Ma ciò che secondo me fa più difetto è proprio la narrazione: John ne passa di tutti i colori, trovandosi addirittura a condividere la condizione di schiavo sulle navi negriere, ma il racconto non si fa mai incalzante, appassionante.

Larsson chiama a raccolta anche Daniel Defoe, l’autore di “Robinson Crosue”, e Jon Hawkings, il protagonista e io narrante de “L’isola del tesoro” che divengono, l’uno in qualità di confidente di Silver, l’altro quale attore del romanzo, co-protagonisti del libro, nel quale vengono evocati tutti i personaggi de “L’isola del tesoro”, ma la trovata, di per sé buona, non vale certo da sola a reggere l’impianto di un libro lungo oltre 500 pagine.

Ed è proprio il paragone con l’illustre precedente cui Larsson si ispira ed essere impietoso, perché come “L’isola” è compatto, serrato, brillante, affollato di personaggi che con pochi tocchi saltano letteralmente fuori dalla pagina, così questo è lasco e verboso.

Per quello che L. dimostra di aver da dire e raccontare, la metà delle pagine sarebbero state pure troppe.

Poronga

3 thoughts on “Björn Larsson “La vera storia del pirata Long John Silver”

  1. Non so perché ma qui sull’Asino il povero Larsson viene sempre bistrattato. Io invece ho apprezzato quasi tutti i suoi libri e mi piace anche come esperto di letteratura – ho avuto il piacere di vederlo due volte in conferenze – perché si capisce che è davvero una persona che ama la letteratura e la conosce a fondo.
    Quando lessi questo libro pensai proprio il contrario di quel che dice Poronga, e cioè che chi aveva amato l’originale non poteva non apprezzare anche questo, che è soprattutto un omaggio a Stevenson.
    Ognuno ha le sue opinioni, ma per me tre teste ampiamente meritate.

    • per me la vera storia di Long Jonh è stata una scoperta, l’ho amato moltissimo, mi ha fatto innamorare di Larsson, salvo poi andare incontro a delusioni negli ultimi suoi lavori, chiaramente ispirati al tirare i remi in barca…. fino a che è stato lui, un grande!
      Silver 3

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