Boileau – Narcejac ” I diabolici “

tirePubblicato nel 1953 e diventato subito un classico del genere noir, diventato un film di successo due anni dopo – pare che Hitchkock volesse farlo a tutti i costi, ma gli soffiarono i diritti -, Adelphi rimanda adesso in libreria questo romanzo, già apparso in Italia nel 1981 nei gialli Mondadori ma mai ristampato. Ha inoltre intenzione di tradurre altre opere scritte a quattro mani da questa celebre coppia, in quanto capostipite del noir francese ( traggo queste informazioni dalla terza di copertina perché onestamente io non li avevo mai sentiti nominare ).

La storia inizia in modo apparentemente banale: un uomo, con la complicità dell’amante, uccide la moglie per incassare l’assicurazione sulla vita, con tutto il contorno di preparazione dell’omicidio, sua esecuzione e costituzione dell’alibi. E fin qui niente di nuovo. Ma poi, quando l’uomo torna a casa e si appresta, in presenza di un testimone, a trovare il cadavere della moglie e ad esprimere una inconsolabile disperazione a lungo preparata … il cadavere è scomparso! E addirittura, nei giorni seguenti, sembra che alcuni parenti ed amici abbiano visto la morta e le abbiano persino parlato.

La soluzione del mistero ovviamente non ve la dico. Immodestamente vi dirò però che io ci sono arrivato già a metà libro ( non sono un gran lettore di gialli, forse ho avuto la fortuna dei neofiti; comunque mi sono limitato ad applicare il noto consiglio di Sherlock Holmes: ” Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità ” ). Ma il bello del romanzo non sta tanto nella soluzione del dilemma, quanto nella costruzione di un giallo senza sangue, senza – forse – vittime, senza polizia che indaga, tutto basato sulla psicologia di un uomo debole, perdente, succube delle volontà altrui, che si trasforma in assassino senza averne il coraggio né la statura. E il disorientamento, l’impotenza e soprattutto la crescente angoscia di questo delinquente di mezza tacca sono i veri protagonisti del romanzo ( non dimentichiamoci che siamo in pieno periodo esistenzialista ).

Gli editori ci vogliono far credere che ogni libro che pubblicano sia un capolavoro, e in questo l’Adelphi non è seconda a nessuno. Qui ovviamente non siamo davanti a un capolavoro, ma se volete passare qualche ora di piacevole lettura su un libro non banale e con una buona costruzione psicologica, potete leggere I diabolici.

Tiresia

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