Megan Mayhew Bergman “Paradisi minori”

meg.jpgicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ognuna delle protagoniste di questi bellissimi racconti “al femminile” si imbatte, a volte anche in modo casuale, in qualche animale: questo incontro/confronto risveglia in loro sensazioni ed emozioni potenti aprendo la porta ad istinti fino ad allora sopiti.

Ed in effetti, in queste pagine che parlano di dolori e di traumi, di complicati e profondi legami familiari o di coppia, di solitudini e di incomprensioni, la sola salvezza possibile pare essere  quella di  abbandonarsi all’istinto e alle forze infallibili della natura.

La vicinanza degli animali dunque (tra cui un pappagallo in grado di imitare perfettamente la voce della sua padrona ormai deceduta; un coyote  – madre con i suoi cuccioli pronta a dare la vita per loro; un lupo che ha assalito la veterinaria che lo stava operando, sfregiandole il volto per sempre) ci aiuta a ricordare quello che siamo e quello che desideriamo davvero, al di là di tutto e tutti, portandoci in certi casi a rinnegare convinzioni ritenute incrollabili. Continua a leggere