Irène Némirovsky “Suite francese”

download (2)icona-voto-asino2icona-voto-asino2Nelle intenzioni dell’autrice questo “romanzo sinfonico” avrebbe dovuto comporsi di cinque parti. N. riuscì a scriverne solo due, senza peraltro neppure poterle rivedere, perché deportata ad Auschwitz, ove morì un mese dopo.

La prima parte, “Tempesta di giugno” è ambientata a Parigi nella immediata vigilia della invasione nazista. Vi si racconta la incredulità, l’angoscia e poi il terrore di popolazioni che vengono di colpo strappate alle loro vite e costrette a una precipitosa fuga dalla avanzata tedesca. Anche se si tratta di una storia trasversale che riguarda tutte le classi, N. si occupa soprattutto dei ricchi: la famiglia Péricand, inerme e impotente, lo scrittore di successo Gabriel Conte, unicamente preoccupato di salvare la sua pelle e i suoi agi, Charles Langelet, ricco collezionista di porcellane, sordido e privo di scrupoli, e infine la famiglia piccolo borghese Michaud, per la quale sola N. prova compassione e pietà; degli altri personaggi si salvano solo i due giovani Péricand, l’uno, diciassettenne, nel suo patetico quanto coraggioso tentativo di unirsi ai combattenti, l’altro prete e vittima sacrificale. Continua a leggere

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Irène Némirovsky “L’affare Kurilov”

ireneInnanzi tutto un sentito ringraziamento al nostro Traddlers, che ha citato e consigliato questo libro.

Il romanzo è una riflessione amarissima sull’esistenza e sulle vicende umane, vista attraverso il pensiero e il racconto della vita di un disincantato e lucido terrorista bolscevico della Russia, agli albori del novecento.

Il terrorista è così disincantato che più volte penserà di rinunciare alla sua attività, e addirittura ad un certo punto affermerà di essere pure passato dall’altra parte: insomma, uno che di problemi se ne faceva e pure domande scomode.

Infatti l’aspetto più interessante del romanzo sta proprio nel rapporto ed nel confronto tra il protagonista e gli altri terroristi. Questi, carico di dubbi e di ripensamenti su ciò che sta facendo, gli altri, sicuri, un po’ ottusi, imbevuti di un ideologia che non ammette dubbi.

Si tratta di un interrotto , profondo dialogo interiore sulle rivoluzioni, il potere, l’individuo e la società: viene messo in discussione il valore stesso della vita, la vita di chiunque, con le sue responsabilità e le sue ragioni.

Il discorso è impegnativo e purtroppo senza risposte. Ci lascia persi nei nostri pensieri e ci fa sentire molto soli. E’ un discorso molto moderno e inquetante, forse, come i tempi in cui viviamo…..

Da leggere assolutamente!

Mr. Maturin