Joseph Roth – Stefan Zweig “L’amicizia è la vera patria”

roth.pngIn genere non mi interessano gli scambi epistolari. Mi sembra di invadere una sfera che dovrebbe restare privata, a meno che le lettere non nascano già come lettere aperte e quindi pubbliche. ( Altra cosa naturalmente è il romanzo epistolare, che è una forma letteraria a sé stante ). Ho fatto un’eccezione in questo caso per l’importanza dei protagonisti, due fra i miei scrittori preferiti, oltre che per il bellissimo titolo ( la frase è di Roth ). Inoltre, anche il periodo e l’argomento sono straordinari, perché le lettere vengono scambiate negli anni fra il 1933 e il 1938. Roth e Zweig, entrambi austriaci, entrambi ebrei, entrambi preoccupati per l’avvento di Hitler e costretti alla fuga.

L’ombra del nazismo ricorre in tutte le lettere, ma vengono affrontati alche altri argomenti in particolare letterari, sulla situazione editoriale, sui progetti dei due e non mancano giudizi su altri scrittori loro contemporanei – durissimo e astioso quello di Roth su Thomas Mann. Essendo due grandi menti, ogni parola è ricca d’interesse, ed è commovente vedere le manifestazioni di sincera amicizia fra i due. Nel corso dei cinque anni coperti dalle lettere, entrambi vedono con grande lucidità i pericoli incombenti – per Roth Hitler sarebbe durato solo quattro anni e sarebbe finito in un disastro, e almeno la seconda parte della previsione è azzeccata.

In uno scambio di questo tipo, dove si mischiano fattori personali, letterari e politici, non può non venire fuori il lato umano. E spiace dire che la netta impressione è che, anche se a mio avviso il valore letterario di Roth è superiore ( ma in vita avvenne il contrario, e Zweig ebbe maggior successo ) la statura umana di Zweig sia nettamente superiore. Roth è acido e rabbioso – non che la rabbia non fosse giustificata – vede ovunque complotti e tradimenti ai suoi danni, arriva a forzare l’amicizia di Zweig sino al limite del ricatto morale. A un certo punto Zweig è persino costretto a dargli questa stoccata: ” So quanto lei sia tremendamente intelligente. Essere intelligenti , però, non ha mai protetto un uomo dalla stupidità, che nasce dalla parte passionale dei suoi sentimenti “. Zweig invece è molto più equilibrato e sembra pensare molto più che alla sua situazione particolare a quella generale. Ed è anche più affettuoso nei confronti dell’amico, preoccupandosi per la sua salute e facendogli mille raccomandazioni ( Roth era decisamente dedito all’alcol ). Tutto ciò ha a che fare con le qualità letterarie dei due? Secondo me no, ma queste lettere possono interessare chi vuole sapere qualcosa di più sulle loro personalità, ed ha comunque un valore letterario in sé.

Tiresia

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