Margaret Atwood “I testamenti”

atwicona-voto-asino2Gilead è uno Stato confinante col Canada; vige una teocrazia puritana dominata dagli uomini, nella quale le donne sono confinate in una struttura autarchica diretta da una certa Zia Lydia (peraltro sotto gli ordini dei capi maschi) e divisa in una serie di classi: le Zie, le Marte, le Mogli, le Ragazze Perla , le Supplicanti, le Ancelle, che sono le ultime della gerarchia e alle quali viene affidato il compito di sbranare con denti, unghie ecc. i condannati a morte. Poi ci sono gli Occhi, i Nonbambini e svariate altre misteriose categorie di cui viene spiegato poco o nulla. Continua a leggere

Davide Steccanella “Gli sfiorati”

steccaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoAutobiografia, scuola, lotta armata, lavoro, musica (rock, cantautori e lirica), calcio, fumetti, storia, storia del costume. Come in una pasticceria ricolma di paste voluminose, colorate e allettanti Davide Steccanella non sa scegliere, si rifiuta di scegliere e le sceglie tutte. Una sintetica, vorticosa e vertiginosa rappresentazione di sé, della propria generazione e del proprio tempo. I lettori, coetanei dell’autore, si ritroveranno anche loro inevitabilmente sfiorati da tutto ciò. Ne viene fuori un libro divertente e di piacevole lettura. Tutti gli amici di Davide Steccanella dovrebbero leggerlo. Li rappresenta e li racconta come lui li vede e come lui ha visto se stesso nel passare degli anni. Esercizio spericolato, narcisistico, egocentrico ma anche coraggioso, sincero, generoso… cristiano. Rispecchia perfettamente il suo autore e i suoi coetanei, anche quelli che per antipatia, per invidia o per polemica politico-sociale affermassero di non riconoscersi in ciò che racconta. Continua a leggere

John E. Williams

willicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ho appena finito il bellissimo “Augustus”, egregiamente recensito sull’Asino da Marina: secondo me niente da invidiare al super-celebrato “Memorie di Adriano”, ed anzi pure meglio.

Trovo a questo punto inspiegabile come un autore di questo calibro abbia avuto in vita una fortuna infinitamente minore rispetto ai suoi meriti, avendo scritto altri capolavori quali “Stoner” e “Butcher’s  crossing”, anch’essi tutti recensiti sull’Asino. Continua a leggere

“Zio Vanja” di Anton Pavlovic Cechov “Zio Vanja sulla 42° strada” di Louis Malle

vaniaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Un vecchio film e un toccante dramma:

Non avevo mai letto Zio Vanja, ma avevo visto il bel film di Louis Malle del 1994.

Ora ho letto il testo e consiglio a chiunque di farlo…o di rifarlo, se sono passati anni…

Immediatamente dopo ho rivisto il meraviglioso film di Malle.  Assolutamente da vedere: si trova facilmente in streeming per pochi euro. Continua a leggere

Amos Oz “Altrove, forse”

ozicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoNon sembra neanche un libro scritto da lui.

Il soggetto è interessante, poiché descrive la vita in un kibbutz, dove in effetti Oz  è stato per alcuni anni; una comunità improntata e principi del socialismo, dove il lavoro intellettuale si mescola a quello manuale, vi sono continui momenti collettivi, dal refettorio comune agli incontri, ricorrenze, assemblee, feste ecc., la proprietà privata è limitata, la vita è improntata a una sobria severità. Oz dice, con un certo divertimento, che si spettegola anche molto, e che questo è anzi il passatempo più praticato. Continua a leggere

Jeanette Winterson “Frankissstein”

franicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Con la scrittrice Jeanette Winterson ho avuto un rapporto difficile ed ambivalente dal suo esordio fino ad ora. Mi rifiutai di leggere “Non ci sono solo le arance” per il troppo parlare che se ne era fatto, però poi mi feci coinvolgere in modo malsano da “Scritto sul corpo” e mi angosciai leggendo quelle che mi sembravano somiglianze strettissime con la storia d’amore tormentata che stavo vivendo.

Nel 2011 mi regalarono “Perché essere felice quando puoi essere normale?” Lo trovai interessante e divertente grazie alla fortunata distanza tra l’esperienza familiare che vi era descritta e la mia. Infine, pochi giorni fa, da una vetrina vedo spiccare “Frankissstein”. Il titolo è un bel gioco e mi incuriosisce anche se – penso – strizzare l’occhiolino a Mary Shelley è diventato di moda da che il 2018 ha visto compiersi il duecentesimo compleanno di Frankenstein. Continua a leggere

José Saramago “Le intermittenze della morte”

saramicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoIncipit: “Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale, sia pur che si trattasse di un solo caso per campione, che fosse mai occorso un fenomeno simile, che trascorresse un giorno intero, con tutte le sue prodighe ventiquattr’ore, tra diurne e notturne, mattutine e vespertine, senza che fosse intervenuto un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, niente di niente, zero spaccato“.

Non si è un genio letterario per niente. Continua a leggere

Cecilia Ferrari “Ottonari psicoanalitici. Filastrocche semiserie sulla psicoanalisi”

ottonicona-voto-asinoicona-voto-asinoicona-voto-asinoConosco Cecilia da quando era una ragguardevole personcina di sei anni, allorché divenne l’amica del cuore di mia figlia Giulia. Insieme le ho viste diventare adolescenti, ragazze, donne e infine, senza neppure chiedermi il permesso, madri.

Quindi questa non è, non può, non vuole essere una recensione imparziale.

Le due sunnominate a un certo punto hanno incominciato a comunicare sui soggetti più vari tramite filastrocche, presto contagiando il loro gruppo di amiche. Dai e dai sono diventate piuttosto bravine. Continua a leggere

Zadie Smith “Denti bianchi”

zsicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoAcclamato prima ancora di essere pubblicato, questo romanzo di Zadie Smith, allora (anno 2000) venticinquenne, è una lunga storia che trae origine dall’incontro fra i due protagonisti, Samad originario del Bangladesh, e l’inglese Archie, che si incontrano giovanissimi commilitoni nella seconda guerra mondiale e che radicano una amicizia che, coinvolgendo le rispettive famiglie, prosegue negli anni.

Il racconto è prevalentemente ambientato negli anni ’70 e tratta soprattutto il problema della integrazione multiculturale, che anche nella “swinging London” è tutt’altro che privo di difficoltà e mai completamente superato, tant’è che il tradizionalista Samad a un certo punto manda d’imperio uno dei figli a studiare nel Paese di origine (paese di origine di Samad, visto che il figlio è nato e cresciuto in Inghilterra). Continua a leggere

Sandro Veronesi “Il colibrì”

veroicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoI temi di questo romanzo sono l’infelicità e il dolore. Infelicità per non riuscire a realizzare, almeno sul piano dei rapporti personali, nulla di buono. Dolore per una serie di sciagure che il fato, sempre in agguato, procura al protagonista.

Eppure Marco Carrera (il Colibrì), non tanto per un colpo di fortuna, ma perché ancora una volta il fato -un fato oscuro e vagamente soprannaturale- vuole così, scampa da giovane a una morte sicura. Ma per il resto è sempre e solo infelicità: nasce in una famiglia infelice, forma una famiglia infelice, ama tutta la  vita di un amore infelice una donna che non avrà mai. Per non dire delle disgrazie che lo colpiscono, all’esito delle quali rimane “in piedi nel cratere fumante”. Continua a leggere