Elizabeth Strout “Olive Kitteridge”

oliveNon condivido l’assegnazione del Pulitzer.
Prima ragione è che non si tratta di un romanzo: è un insieme di racconti piuttosto slegati, nei quali si è infilato sempre lo stesso personaggio, Olive Kitteridge, in modo molto spesso artificioso per tentare di crearne un romanzo. Per un romanzo occorrono ben più idee e ben più talento.
Le vicende narrano la scontatissima noia micidiale della provincia americana, condita con qualche evento improbabile per tenere sveglio l’affaticato lettore.
Il personaggio di Olive è detestabile e inutile: non che non si possa scrivere un romanzo dal protagonista negativo, ma almeno che sia interessante. Olive è arrogante e noiosa: ho fatto fatica a finire di leggere le sue vicende.
Si salvano due o tre racconti, crudi e realistici. Ok, ma troppo poco per imbastirci un romanzo.
La Strout, scrive abbastanza bene, tranne qualche frase roccambolesca,ma sembra una diligente ricamatrice di punto croce……non basta saper scrivere decentemente per pubblicare un romanzo, bisogna avere anche qualche idea!
I commenti di retrocopertina sono deliranti: paragonare la Strout a Hemingway e a Steinbeck li farà rivoltare nella tomba!
Mr. Maturin

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