Selma Lagerlöf ” La leggenda della rosa di Natale “

selnaA chi non conosce Selma Lagerlöf ( male, molto male! ma si può sempre rimediare ) viene offerta l’occasione con la pubblicazione proprio in prossimità del Natale di questa raccolta di sette brevi racconti che hanno tutti come argomento se non direttamente il Natale, almeno la dimensione magica delle atmosfere festive.

Selma Lagerlöf è stata la prima donna a vincere il Nobel, ma di professione faceva la maestra elementare e già questo mi sembra importante, per il riscatto di una funzione quasi sempre sottovalutata in tutti i tempi e in tutte la culture, ma di importanza letteralmente vitale. In Svezia è ovviamente una lettura imprescindibile, ma ha raggiunto una grande notorietà in molti paesi. La quarta di copertina ci informa che la Yourcenar l’ha definita ” la più grande scrittrice dell’Ottocento “, il che è un po’ strano perché, nata nel 1858, ha vissuto sino al 1940 e le sue opere più famose appaiono dopo il 1900. Mi sento anche un po’ toccato personalmente da questa definizione perché, parlando di Middlemarch sull’Asino, avevo fatto notare quante grandi scrittrici inglesi avessero vissuto nell’Ottocento ( Eliot, Austen, Gaskell, le sorelle  Brontë, Mary  Shelley… ). Ma si sa che fra Francesi e Inglesi non corre buon sangue… Comunque non mi metterei mai a polemizzare con la Yourcenar, che mi piace molto, e arrivo all’onorevole compromesso di assegnare alla Lagerlöf la palma di più grande scrittrice a cavallo fra i due secoli.

Tornando a cose più serie, dirò a beneficio di chi non conosce Selma Lagerlöf che anche in questi racconti, come nei suoi romanzi, ci fa vivere le atmosfere fantastiche e fiabesche – ma si badi bene NON fantasy – del Nord,  dense di un lirismo che non cade mai nel melenso, e che si staccano dal quotidiano solo per affrontare meglio i temi civili e morali delle società moderne. Anche qui, morali senza mai cadere nel moralismo. Le leggende e i miti scandinavi vengono mescolati a personaggi reali e fatti storici, in un risultato di grande fascino.

In altri tempi, questi racconti sarebbero stati perfetti per farne una lettura ad alta voce in famiglia sotto l’albero, dopo il pranzo di Natale. Non sono così nostalgico e tradizionalista, ma vale la pena di leggerli comunque, magari sul kindle mentre fra una sciata e l’altra ci si ferma in un rifugio e si aspetta un bel piatto di polenta e funghi.

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