Francisco Gonzalez Ledesma “Il peccato”

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La cosa migliore di questo romanzo, genere criminale moderno, con tanto di detective anziano, puttaniere e alcolizzato, (stile Harry Hole, per intenderci) sono le descrizioni di Barcellona, della vita, dei locali, delle case d’appuntamento, delle puttane di strada e di alto bordo, della nobiltà decaduta, del cibo, dei faccendieri… E, credetemi, non è poco anche perché Ledesma dimostra davvero una superba conoscenza analitica, dall’interno,  sia di Barcellona, sia di Madrid, peraltro un po’ meno affascinante.   E sa anche scrivere bene, tanto che alla fine gli ho perdonato l’eccesso di situazioni,  descrizioni e in generale un eccesso di linguaggio sadico-erotico- violento che non riesce nemmeno a diventare volgare, ma che risulta spesso gratuito e respingente… ma poi ci si abitua e si segue la vicenda. La quale vicenda è veramente ben congegnata, con continui colpi di scena (leggi ammazzamenti), con personaggi vivi e  ben descritti, tanto che sembra di poterli toccare, ascoltare e perfino parlargli… Non si riesce a staccarsi fino alla fine delle 400 pagine che si leggono d’un fiato, ma è nelle ultime 30 pagine che la sorpresa è veramente grande, tanto da giustificare, almeno in parte, l’affermazione forse esagerata di Concita De Gregorio, riportata in quarta di copertina “Il più grande scrittore contemporaneo di romanzi criminali si chiama Francisco Gonzales Ledesma” . Ora, non mi risulta che Concita faccia parte della giuria del premio Strega, e comunque “il peccato” non vincerebbe mail il suddetto premio, quindi va bene così, un libro che, in estate soprattutto, si può ben leggere volentieri.

Silver 3

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