Robert McLiam Wilson “Eureka street”

mcNella Belfast, credo, degli anni ’70, si muovono i due protagonisti di questo romanzo: Jake, che narra in prima persona, è stato lasciato dalla moglie, di professione fa più o meno il gorilla-guardia del corpo-esattore di crediti con metodi spicci ma, scava scava, è una persona di animo delicato e sensibile. Chukie è un suo amico grosso e grasso che però riesce a far innamorare di sé una donna bellissima e a fare soldi partendo da una strampalatissima idea (rifornire le annoiate signore, tramite un sistema di vendita per corrispondenza, di un enorme fallo di plastica rimborsandolo poi a un valore un po’ più basso dell’acquisto), che in breve gli garantisce ampi crediti, finanziamenti a fondo perduto e una vita da ricco.

Tutt’intorno la guerra civile fra cattolici e protestanti che dilania e inquina tutto e tutti, e che l’autore cerca in ogni modo di illustrare nella sua assurdità: qui c’è l’unico momento veramente buono del romanzo -almeno fino al punto in cui sono arrivato- ossia la descrizione di un attentato dentro un luogo pubblico con la solita bomba che si porta via pezzi di carne e le vite che sono ad essi attaccate.

Per il resto il romanzo, che ha avuto grande successo, è stato una notevole delusione: l’ho trovato grezzo, scialbo, poco interessante (nonostante l’argomento trattato) e, talora, all’insegna dello “spirito di patate”, nel quale sovente si diluisce la chiave satirica che l’autore spesso utilizza. Giunto oltre la metà, l’ha abbandonato.

Peccato per la bellissima traduzione.

Poronga

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