Pedro Lemebel “Ho paura Torero”

oe.pngGrande e meritato successo in Cile qualche annetto fa. Lei/lui è una fata, o meglio una fata un pò particolare, un grottesco travestito di mezza età che “batte” nei rutilanti bassifondi di una Santiago vessata dal regime di Pinochet.  L’altro, e qui è proprio un lui, è invece il giovane Carlos, aitante terrorista che progetta attentati al regime. In una atmosfera surreale e sgargiantemente trash Pedro Lembel riesce a trovare momenti di commozione e di pura poesia nel degrado e nello squallore di una storia evidentemente impossibile e ad ispirare sorrisi individuali in uno sfondo di cupa tragedia collettiva. Il finale non ve lo dico ma da solo merita la lettura di questo libro che ricorda assai, come ambientazione psicologica dei suoi protagonisti, il superbo “la vita davanti a se” del francese Gary Roman. Peccato quella raffigurazione un pò caricaturale del dittatore con la moglie insopportabile, ma non è certo il respiro storico l’ambizione dell’autore, bensì la narrazione del tutto particolare di come possa un grande amore con la A maiuscola trasformare un ignorante e qualunquista transessuale in un coraggioso e sfacciato oppositore politico. La storia è finta, si direbbe, ma è tale la intensità del racconto che alla fine si rimane col dubbio, a me lo ha regalato una cara e intelligente amica per natale, aggiungendo che dopo questa lettura avrebbe voluto una vita a colori, alla fine del libro ho capito cosa intendeva.

Davide Steccanella