John Cheever “Cronache della famiglia Wapshot”

cro.pngicona-voto-asino2Avendomi la lettura di “Falconer” lasciato tiepidino, ed essendo Cheever considerato uno dei maestri della letteratura americana, ho riprovato con questo romanzo, tra l’altro vincitore del National Book Award.

Niente da fare: a me Cheever dice proprio poco.

Il romanzo, mi pare di aver capito ambientato negli anni ’20, ha per protagonisti i membri di una famiglia che vive in un piccolo villaggio di pescatori nel Massachusetts.

Il capofamiglia, Leander, gestisce una imbarcazione per turisti di proprietà della ricca e bizzarra zia Honora; della moglie, figura di contorno e poco più che abbozzata, veniamo a sapere che è bella e intraprendente; poi ci sono i figli, Moses e Coverly, che si capisce hanno fin lì vissuto una vita ricca di sport vari (nuoto, vela, pesca) e natura, e che partono per “guadagnarsi un posto nel mondo” l’uno a New York e l’altro a Washington. Il romanzo ne segue le alterne vicende.

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John Cheever “Il prigioniero di Falconer”

chee.pngicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoEzekiel Ferragut è un galeotto atipico. Eroinomane (un lascito della guerra) è però un intellettuale raffinato (tiene accanto alla branda un libro di Galileo) e si capisce chiaramente, anche se non viene dato alcun dettaglio, che ha un passato agiato e brillante, per quanto non privo di eccessi e sofferenze.

Rinchiuso nel carcere di Falconer, sconta la pena dell’ergastolo per aver ucciso, a quanto pare abbastanza casualmente, il fratello durante un alterco.

Accetta, sembrerebbe senza fare troppe storie, il destino di una esistenza irrimediabilmente rovinata e rinchiusa in un posto sordido, violento e folle.

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