Romana Petri “Le serenate del Ciclone”

petriIl Ciclone è Mario Petri, padre dell’autrice, un personaggio dotato, straripante ed esagerato  in tutto, nel bene e nel male. Il libro è una  biografia dichiaratamente  romanzata della vita di Mario Petri, ragazzo di strada in gioventù, capobanda, sciupafemmine, poi cantante lirico di grandi doti (grande interprete di Don Giovanni e di altri ruoli da basso),  poi attore di film di secondo piano quindi ancora cantante fino alla fine prematura a 63 anni. Essendo romanzata , non si capisce il confine fra realtà e fantasia, e certo il rapporto strettissimo fra la figlia che scrive e il protagonista non aiuta a far luce su cosa è vero e cosa non lo è. Comunque la lettura è piacevole, anche se la Petri non è una grande scrittrice, a dispetto di quello che scrive Isabella Bossi Fedrigotti (?) in quarta di copertina (“Romana Petri ha l’energia narrativa, la forza, la determinazione di costruire grandi storie”) e ci si ritrova spesso a fare il tifo per “Il Ciclone”, salvo poi alcune pagine dopo averne quasi repulsione per gli episodi di  violenza fisica incontrollata che mette in atto, approfittando della sua soverchiante forza fisica e, in almeno un episodio, della sua notorietà per assicurarsi l’impunità dopo aver pesantemente malmenato un malcapitato, che pur una lezione se la meritava (direi eccesso colposo di legittima difesa…).

Quello che secondo me è la cifra più significativa dell’impresa di Romana Petri (quasi 600 pagine che si leggono bene) è il progressivo emergere del suo rapporto con il padre, rapporto vero, impetuoso, passionale quasi.  Avevo seguito una sua intervista radiofonica in cui parlava del padre e di questo libro, e mi aveva veramente incuriosito.

E’ stata una buona lettura: su questa mia impressione incide anche la presenza di  piacevoli cammei di alcuni grandi del cinema tra i miei favoriti,  come Sergio Leone,  Jack Palance, Charles Bronson, a cui fra l’altro il libro è dedicato.

Silver 3

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