Marco Peano “L’invenzione della madre”

Mattia ha 24 anni. Incartato sulla tesi di laurea, appassionato di cinema, un lavoro precario in un noleggio di DVD e videocassette, una fidanzata, vive in una città di provincia del nord Italia con il padre e la madre, ammalata di tumore al cervello.
Il romanzo copre tre periodi: la scoperta e il decorso della malattia, la morte, l’anno dopo. E’ un romanzo che descrive fatti (il corpo che si disfa, l’incontinenza, l’umiliazione, Mattia che pulisce la madre, che le dà le medicine, che piange), non i sentimenti, che lascia immaginare, e che è fin troppo facile immaginare.
Questa scelta mi è piaciuta, ma non il libro, che non mi ha lasciato altro che il racconto di una vicenda bruttissima, sulla quale l’autore pare quasi infierire, aggiungendo pure l’esumazione particolareggiata della bisnonna o la descrizione di cosa accade a un corpo che inizia a decomporsi.

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