Monica Galfrè “Il figlio terrorista”

Ho letto con estremo interesse l’ultimo lavoro della docente di storia all’università di Firenze Monica Galfré, della quale avevo già apprezzato il precedente “La guerra è finita”, uscito otto anni fa per i tipi di Laterza.

Va detto per prima cosa che la Galfré scrive molto bene, fatto non così comune ai tanti che in questi anni si sono cimentati nella copiosa produzione su quell’importante periodo storico che attraversò almeno 15 anni di vita del nostro Paese, e in merito al quale è stato scritto tantissimo di sbagliato e molto di “strumentale”, soprattutto nelle pubblicazioni delle case editrici di maggiore diffusione.

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Abdulrazak Gurnah “Paradiso”

Premio Nobel letteratura 2021 a Gurnah. Mai sentito. D’altra parte quanti saranno gli autori di splendidi libri che non ho mai sentito nominare? E poi un Nobel è un Nobel (errore).

Quindi proviamo con questo romanzo, indicato come una delle sue opere migliori.

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Lee Child “Zona pericolosa”

Indotto dalla solita entusiastica segnalazione, stavolta su “La lettura” (tu quoque!), mi sono indotto a leggere questo libro, sperando di divertirmi (ogni tanto ci vuole, no?). È andata male.

Jack Reacher, dopo avere servito la patria come militare dedicandole la vita, all’età di 35 anni viene buttato fuori senza tanti complimenti perché non serve più. Da sei mesi vive una vita randagia fra greyhounds, motel, tavole calde ecc. (ma almeno qualche volta si cambierà le mutande?).

È un marcantonio duro, super-addestrato e straordinariamente acuto e perspicace, al quale è molto meglio non pestare i piedi; ma ha anche un’anima pura e intatta: insomma, una specie di Rambo.

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Boris Akunin “The winter Queen”

In un affollato parco di Mosca, durante una bella giornata primaverile del 1876, un invasato studente si spara un colpo di pistola alla tempia dopo aver chiesto  invano un bacio a una avvenente ragazza.

Il giovane neo-detective Erast Fandorin viene incaricato di indagare su questa storia, apparentemente un po’ bislacca, anche perché il giovane e facoltoso suicida ha lasciato un testamento nel quale nomina sua erede universale una nobildonna filantropa, apparentemente abbastanza svitata (in tutto il romanzo l’apparenza ha un notevole ruolo), che gestisce un sistema di scuole per orfani basate sul principio secondo cui ogni persona è dotata di uno straordinario talento, che occorre solo portare alla luce.

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Stephen Markley “Ohio”

“La bellezza della scrittura e della traduzione di Cristiana Mennella fanno di questo romanzo corale di oltre 500 pagine uno dei più brillanti nel panorama letterario statunitense contemporaneo”, ha scritto Alessia Ragno su L’indipendente, in un articolo dal titolo “La provincia americana massacrata di Stephen Markley”, pubblicato il 2 settembre del 2020, dopo l’uscita della versione italiana per Einaudi.

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Dorothy Parker “Tanto vale vivere”

Fenomenale. Questi racconti di D.P. sono popolati di uomini orrendi, egoisti e privi di scrupoli, e donne disperate, che consegnano a questi uomini le proprie vite “senza rete” in attesa, una volta sfiorita la loro bellezza, di fare una brutta fine. Nel mezzo galleggia l’impossibilità di una vita di coppia non si dice felice ma almeno passabile.

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Ercole Patti “Cronache romane”

Si tratta di una serie di racconti, pubblicati nel 1962, ambientati a Roma e raggruppati in tre periodi diversi: “I torpidi anni del fascismo” collocati negli anni ’20, “La città aperta” collocati nel periodo successivo all’8 settembre, e “Via Veneto 1961”. Nulla di straordinario, anche se sono piacevoli da leggere, avendo soprattutto il merito di rendere quella particolare e indefinibile atmosfera agro-dolce e godereccia che sempre percepisco quando vado a Roma, nutrita dalle straordinarie bellezze di questa città, per tanti versi così difficile e complicata.

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Abi Darè “La ladra di parole”

Romanzo di esordio di Abi Darè, la ladra di parole cattura il lettore dalle prime pagine alla fine. Libro profondo e struggente, attraverso la storia della giovanissima Adunni racconta le moderne forme di schiavitù e le difficili condizioni di vita delle donne in Nigeria ma anche la liberazione attraverso l’istruzione. Adunni è un personaggio meraviglioso, che non si può dimenticare e riuscitissima è la resa in italiano del broken english parlato dalla protagonista: le sue difficoltà linguistiche sono tradotte con errori grammaticali e di sintassi, oltre che con impaccio espressivo, e vi stupirete nel constatare come lo stile e il linguaggio rendano fluido il romanzo, avvicinandovi sempre più alla protagonista e al mondo visto con i suoi occhi.

Un libro molto bello, da leggere e da regalare.

Oleandro