Sybille Beford “Una visita a Don Otavio”

otavioicona-voto-asino2icona-voto-asino2Nonostante la entusiastica introduzione di Bruce Chatwin questo libro/romanzo di viaggio non mi ha appassionato. Scritto negli anni ’50 racconta un viaggio fatto in Messico da due signore americane, una delle quali, la Bedford, fa da narratrice. Non si può dire che il libro sia scritto male, tutt’altro, e talora contiene anche osservazioni acute ed intelligenti. Però queste due signore sicuramente benestanti, pur disposte a sottoporsi ai disagi e agli imprevisti che un viaggio del genere comporta (anche se la fissazione sulle precarie condizioni igieniche è stucchevole: cosa mai pensavano di trovare?) , sembrano più delle turiste che delle viaggiatrici “alla Chatwin”, che si prendono tutte le loro belle comodità servite e riverite, per quanto possibile, dalla ruspante popolazione locale, intrecciando di preferenza relazioni con le persone altolocate del luogo, siano esse locali o stranieri ivi trasferiti. Sembra in definitiva di assistere a delle atmosfere alla Scott Fitzgerald, più che alle atmosfere di viaggio “militante” alla Chatwin, alla Least Heat Moon ecc. Continua a leggere

Annunci

Thomas Mann “Tonio Kröger”

mannicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Tonio è il rampollo di una ricca famiglia di commercianti che presto conoscerà la decadenza. La sua è una vita di sommessi e sofferti contrasti a partire da quello fra il padre, dal carattere nordico “contemplativo, profondo, corretto per puritanesimo e tendente alla malinconia” e la madre “di sangue esotico indefinito, bella, sensuale, ingenua, negligente e al tempo stesso passionale e d’una trascuratezza impulsiva“.

Egli non riesce ad appartenere appieno a nessuno di tali mondi, così come non riesce ad appartenere né a quello, pur vagheggiato, della mondanità e del divertimento, rappresentato dal suo compagno di scuola Hans Hasen e dalla sua amica Inge Holm, che compaiono all’inizio e alla fine di questo racconto (il giovane Tonio è innamorato di entrambi), né a quello della riflessione interiore, rappresentato dalla carriera di scrittore di successo, che intraprende. Continua a leggere

Joe R. Lansdale “Mucho Mojo”

landicona-voto-asinoicona-voto-mezzoasinoPenso che prima o poi sia capitato a tutti: uno si mette a leggere tutto contento il libro di un proprio autore preferito e non lo apprezza per nulla: grave delusione. A me è successo con questo romanzo nel quale ricompaiono Hap e Leonard, protagonisti del già recensito “Una stagione selvaggia” (tutto un’altra cosa). Continua a leggere

Gianrico Carofiglio “Il bordo vertiginoso delle cose”

caroicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente un buon libro che per certi versi mi ha sorpreso.

Enrico Vallesi è vicino alla cinquantina. Ha pubblicato dieci anni prima un libro di successo. In seguito, non essendo riuscito più a scrivere nulla di pubblicabile, si è rintanato in una attività di editor di libri altrui, quando addirittura non di ghost writer. È un uomo in crisi: lasciato rovinosamente cinque anni prima dalla sua donna, vive solo e beve forse un po’ troppo. Una mattina, per un concatenarsi di casi, mentre è al bar legge un articolo di cronaca che lo scuote; racconta della uccisione di un rapinatore, avvenuta a Bari, sua città natale, per dove decide di impulso di partire. Continua a leggere

Gustave Flaubert “L’educazione sentimentale”

icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoflau.jpegNiente da fare, io con Flaubert proprio non ci prendo.

Dopo precedenti esperienze, non esaltanti quando non proprio deludenti, ho riprovato con la sua ultima grande opera, che ho addirittura trovato la peggiore. La vicenda del giovane rampollo di provincia Frédéric Moreau e del suo travolgente amore a prima vista per Marie Arnoux, moglie del ricco e ambiguo Jacques, l’ho trovata lenta, fiacca; tutto un andare e venire fra salotti, feste, chiacchere, maneggi; e in, tale contesto, descrizioni ed elenchi interminabili e stucchevoli. Anche i frequenti e fitti riferimenti alle cronache di allora, se certamente interessanti per i lettori dell’epoca, finiscono, letti oggi, per non dire molto, poco aggiungendo al contesto storico che precedette i moti del ’48. Continua a leggere

John Irving “Il mondo secondo Garp”

irvingicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ho letto questo lungo romanzo costantemente in bilico -curiosa sensazione- fra il considerarlo un gran bel libro o un libro non del tutto riuscito. Alla fine ho concluso che si tratta più semplicemente di un buon libro, anche se non imperdibile.

In buona sostanza il protagonista, Garp, nasce da una intrepida ragazza, Jenny Fields, che rifiuta i vantaggi della propria ricca famiglia facendo l’infermiera e procurandosi un figlio senza la seccatura di doverlo dividere con un padre.

Garp è un tipo un po’ strambo ma simpatico: studia, ha come hobby la lotta libera, sposa la dolce e bella figlia del suo allenatore, si decide a fare lo scrittore, cosa che gli riesce con medio successo, è un padre attento e molto apprensivo, corre a piedi dietro alle automobili che superano i limiti di velocità per redarguire il conducente, eccetera. Continua a leggere

Irvin D. Yalom “Il problema Spinoza”

giolaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Il romanzo appartiene ad una trilogia che l’autore ha scritto al fine di rappresentarci, con una prosa romanzata, la vita e il pensiero di tre grandi figure del pensiero filosofico.

L’obbiettivo può forse essere un po’ discutibile da un punto di vista letterario, e forse fare arricciare un po’ il naso a chi di questi filosofi conosce pensiero e vita, ma personalmente penso che l’idea sia degna di attenzione, perché avvicina ai meno esperti la conoscenza, almeno a grandi linee, di filosofi che hanno dato una svolta significativa al pensiero dell’uomo. Pecca forse un po’ di didascalismo, ma mi pare un peccato veniale. Continua a leggere

Irvin D. Yalom “La cura di Schopenhauer”

shicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2La cura è la storia di un gruppo di terapia.

Un po’ particolare….è presente infatti un contro leader potente e molto acculturato su temi fortemente connessi al lavoro del gruppo e un terapeuta malato di cancro, che sa che la sua vita è a scadenza. Situazione molto complessa, intensa, ma del tutto realistica.

Questa volta il romanzo, al contrario degli altri di Yalom a tema filosofico, non credo  abbia al suo centro il pensiero di un filosofo, in questo caso Shopenhauer, ma penso che il suo nucleo riguardi piuttosto il senso della vita, il rapporto con gli altri, il confronto con la morte e la profondità, la ricchezza del confronto terapeutico. Continua a leggere

Elena Ferrante “Storia del nuovo cognome”

fericona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoPraticamente una telenovela letteraria.

Ritroviamo Lila, sposa sedicenne, esattamente dove viene lasciata al termine de “L’amica geniale“.

Da qui prende abbrivio una densa e complicata storia basata su ingredienti noti  e collaudati: amori, tradimenti, gelosie, litigi, tensioni familiari, odi, botte, soldi, affari, ricatti, malavita, rivalità varie. Al centro di tutto ovviamente Lila, che mantiene la sua caratura di personaggio totalmente fuori dagli schemi e dalle convenzioni, di intelligenza e forza quasi soprannaturali, e per tali motivi destinata a spargere attorno a sé quasi unicamente dolori e macerie. Continua a leggere

Andrea Vitali “Olive comprese”

vitaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasino1936, la solita Bellano. Una vecchietta morta improvvisamente, forse perché ha mangiato un piccione avvelenato; il suo pasciuto gatto cucinato in salmì; la svitata moglie del podestà convinta che la sorella premorta si sia reincarnata in una donna dalla doppia identità, improvvisamente apparsa a Bellano; la apparente scomparsa nella guerra civile di Spagna del giovane Garibotti, le bravate di quattro giovani vitelloni del paese; le preoccupazioni di uno di questi, tornato sulla retta via, poiché la sorella -uno scricciolo tutto casa e chiesa- sta per sposare uno dei suoi ex compagni di bisboccia dallo spropositato membro (un chilo e due, “olive comprese”: tanto il peso misurato dai vitelloni). Continua a leggere