Paolo Nori “I russi sono matti”

noriicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoSottotitolo: “Corso sintetico di letteratura russa 1820-1991”.

Come forse ho già detto Paolo Nori ha un modo tutto suo di pensare e di scrivere che a me piace. Conosce la Russia (ha scritto anche “La grande Russia portabile” già recensito), il russo e la sua grande letteratura, che legge e traduce (da ultimo “Oblomov”: mi piacerebbe vedere cosa ha combinato). Continua a leggere

David Szalay “Turbolenza”

turboicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoPer caso, ciondolando in libreria, attirato più che altro dall’immagine di copertina di questo piccolo gioiello. Ve lo propongo:

David Szalay nel suo “Turbolenza” sostiene che il volo è in fondo una metafora della precarietà dell’esistenza umana.

In effetti, quando in volo percepiamo una turbolenza, nonostante la nostra conoscenza delle statistiche degli incidenti aerei, una parte di noi non può che provare almeno una lieve sottile preoccupazione. Continua a leggere

Stuart Turton “Le sette morti di Evelyn Hardcastle”

turtonicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoUn mystery complicatissimo e (forse) geniale che inizia con il protagonista che si risveglia freddo e bagnato nel grande bosco che circonda una dimora patrizia in decadenza. L’uomo ha perso completamente la memoria, anche di sé; ricorda soltanto che qualcosa di tremendo deve essere successo. Da tutto ciò prende abbrivio una monumentale trama di ambientazione vagamente gotica (la grande villa in cui sono convenuti una serie di invitati) che ha al centro l’omicidio della giovane e bella figlia della padrona di casa cui il protagonista assiste incarnandosi volta a volta in uno dei personaggi principali della vicenda; omicidio che, in una specie di fantastico loop, è destinato a ripetersi più e più volte fino a quando il protagonista non riuscirà a smascherare il colpevole. Continua a leggere

Margaret Atwood “I testamenti”

atwicona-voto-asino2Gilead è uno Stato confinante col Canada; vige una teocrazia puritana dominata dagli uomini, nella quale le donne sono confinate in una struttura autarchica diretta da una certa Zia Lydia (peraltro sotto gli ordini dei capi maschi) e divisa in una serie di classi: le Zie, le Marte, le Mogli, le Ragazze Perla , le Supplicanti, le Ancelle, che sono le ultime della gerarchia e alle quali viene affidato il compito di sbranare con denti, unghie ecc. i condannati a morte. Poi ci sono gli Occhi, i Nonbambini e svariate altre misteriose categorie di cui viene spiegato poco o nulla. Continua a leggere

Davide Steccanella “Gli sfiorati”

steccaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoAutobiografia, scuola, lotta armata, lavoro, musica (rock, cantautori e lirica), calcio, fumetti, storia, storia del costume. Come in una pasticceria ricolma di paste voluminose, colorate e allettanti Davide Steccanella non sa scegliere, si rifiuta di scegliere e le sceglie tutte. Una sintetica, vorticosa e vertiginosa rappresentazione di sé, della propria generazione e del proprio tempo. I lettori, coetanei dell’autore, si ritroveranno anche loro inevitabilmente sfiorati da tutto ciò. Ne viene fuori un libro divertente e di piacevole lettura. Tutti gli amici di Davide Steccanella dovrebbero leggerlo. Li rappresenta e li racconta come lui li vede e come lui ha visto se stesso nel passare degli anni. Esercizio spericolato, narcisistico, egocentrico ma anche coraggioso, sincero, generoso… cristiano. Rispecchia perfettamente il suo autore e i suoi coetanei, anche quelli che per antipatia, per invidia o per polemica politico-sociale affermassero di non riconoscersi in ciò che racconta. Continua a leggere

John E. Williams

willicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ho appena finito il bellissimo “Augustus”, egregiamente recensito sull’Asino da Marina: secondo me niente da invidiare al super-celebrato “Memorie di Adriano”, ed anzi pure meglio.

Trovo a questo punto inspiegabile come un autore di questo calibro abbia avuto in vita una fortuna infinitamente minore rispetto ai suoi meriti, avendo scritto altri capolavori quali “Stoner” e “Butcher’s  crossing”, anch’essi tutti recensiti sull’Asino. Continua a leggere

“Zio Vanja” di Anton Pavlovic Cechov “Zio Vanja sulla 42° strada” di Louis Malle

vaniaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Un vecchio film e un toccante dramma:

Non avevo mai letto Zio Vanja, ma avevo visto il bel film di Louis Malle del 1994.

Ora ho letto il testo e consiglio a chiunque di farlo…o di rifarlo, se sono passati anni…

Immediatamente dopo ho rivisto il meraviglioso film di Malle.  Assolutamente da vedere: si trova facilmente in streeming per pochi euro. Continua a leggere

Amos Oz “Altrove, forse”

ozicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoNon sembra neanche un libro scritto da lui.

Il soggetto è interessante, poiché descrive la vita in un kibbutz, dove in effetti Oz  è stato per alcuni anni; una comunità improntata e principi del socialismo, dove il lavoro intellettuale si mescola a quello manuale, vi sono continui momenti collettivi, dal refettorio comune agli incontri, ricorrenze, assemblee, feste ecc., la proprietà privata è limitata, la vita è improntata a una sobria severità. Oz dice, con un certo divertimento, che si spettegola anche molto, e che questo è anzi il passatempo più praticato. Continua a leggere

Jeanette Winterson “Frankissstein”

franicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Con la scrittrice Jeanette Winterson ho avuto un rapporto difficile ed ambivalente dal suo esordio fino ad ora. Mi rifiutai di leggere “Non ci sono solo le arance” per il troppo parlare che se ne era fatto, però poi mi feci coinvolgere in modo malsano da “Scritto sul corpo” e mi angosciai leggendo quelle che mi sembravano somiglianze strettissime con la storia d’amore tormentata che stavo vivendo.

Nel 2011 mi regalarono “Perché essere felice quando puoi essere normale?” Lo trovai interessante e divertente grazie alla fortunata distanza tra l’esperienza familiare che vi era descritta e la mia. Infine, pochi giorni fa, da una vetrina vedo spiccare “Frankissstein”. Il titolo è un bel gioco e mi incuriosisce anche se – penso – strizzare l’occhiolino a Mary Shelley è diventato di moda da che il 2018 ha visto compiersi il duecentesimo compleanno di Frankenstein. Continua a leggere