Carlo Lucarelli “Almost blue”

luc.pngVorrei a questo punto segnalare anche io un giallista italiano, per quanto noto, del quale vale la pena di leggere almeno questo libro.

Credo che sia il primo giallo di L., nel quale i principali protagonisti sono Grazia Negro, una donna, anzi una ragazza poliziotto specializzata nella caccia ai criminali inafferrabili, e Simone, del quale viene rappresentata con felice capacità descrittiva la condizione di non vedente.

Simone batte la sua città, Bologna, tramite degli scanner che gli consentono di percepirne i suoni e le voci, di cui riconosce identità e qualità attribuendo loro i colori che non ha mai visto: esistono persone e suoni verdi, rosa, blu eccetera; questa è una delle chiavi più felici del romanzo.

Forse L. insiste un po’ troppo con l’onomatopea, però scrive bene e ha delle belle idee anche per quanto riguarda la trama.

Insomma, Lucarelli è decisamente bravo, a tratti quasi virtuosistico, e dà il meglio di sé nel descrivere, con grande credibilità, il mondo di Simone percepito tramite i quattro sensi che la sorte gli ha accordato.

Altrettanto interessante ho trovato “Un giorno dopo l’altro”, sempre con protagonista Grazia Negro: ben scritto, originale e ricco di colpi di scena.

Trascurabile invece “Carta bianca”, storia ambientata nella Repubblica di Salò.

Divertente e godibile, infine, “L’ispettore Coliandro”, ottuso e ignorante pasticcione; una specie di Wile-Coyote del poliziesco. Dopo che è saltato addosso a uno che riteneva “sospetto”, rovinando un’azione curata per settimane dai carabinieri tramite un infiltrato (il “sospetto”, appunto), viene dirottato per evitare ulteriori guai all’ufficio passaporti, riuscendo tuttavia lo stesso a combinare dei gran casini, ultimo dei quali ordinare per sbaglio 15.000 yogurt alla ciliegia…

Poronga