Mario Soldati “L’attore”

sold.pngAvevo un ricordo vago ma positivo di Mario Soldati; poi per caso in una notte di poco sonno ho trovato la puntata di un vecchio programma televisivo degli anni ’60, ideato con Zavattini, nel quale Soldati andava in giro per le strade italiane a parlare con la gente: una cosa coraggiosa, tutta in presa diretta, e davvero bella, specie per la grande vitalità, curiosità e piacere per la vita che il  Nostro profondeva a piene mani.

Mi ero quindi ripromesso di leggere qualcosa di questo poliedrico e vulcanico personaggio (scrittore, regista, giornalista, gourmet), ma l’esperimento è stato deludente.

Il romanzo, uno dei più apprezzati di S. e premio Campiello 1970, ha come protagonisti Soldati stesso, che agisce nella sua attività di regista cinematografico e televisivo, e un anziano attore ormai in disarmo, oppresso dai debiti di gioco della moglie e vittima di una patetica passione per le giovani domestiche.

Soldati, memore di un grande atto di generosità ricevuto dall’attore quando navigava in cattive acque, cerca di aiutarlo trovandogli una parte, ma gli eventi alla fine precipitano assumendo una tinta noir e lasciando un grave dubbio irrisolto.

Il cupo racconto mi è sembrato datato, privo di interesse e soprattutto penalizzato da una prosa verbosa e a tratti quasi petulante. Peccato.

Poronga

Annunci