Boris Vian “La schiuma dei giorni”

vianColin è un giovane parigino bello e ricco. A una festa incontra Chloè e se ne innamora. La sposa in una fastosa cerimonia popolata di strani personaggi, amandola di un amore tenero e appassionato. Ma Chloè si ammala prima a un polmone e poi all’altro, dove cresce una terribile pianta che non la fa respirare. Colin si rovina per curarla, si mette anche a lavorare in impieghi strani e massacranti, ma Chloè muore lo stesso.

Il romanzo si chiude col racconto del funerale, tristissimo, e del topo di casa di Colin che si suicida mettendo la testa dentro la bocca di un gatto…

In via eccezionale ho  raccontato tutta la trama, perché il libro va ben oltre.

Leggendo viene più volte in mente Lewis Carrol. In effetti è un libro psichedelico, surreale e pieno di strane invenzioni (ad esempio lo sciroppo di capperi) e macchine (l’eguagliatore a 12 spruzzi, strana arma in mano alla polizia, oppure la macchina costruita da Colin che a seconda del disco che viene fatto suonare produce un determinato cocktail).

È anche a volte un libro “pulp”, un po’ sanguinolento.

Però è e soprattutto un libro struggente e di rara delicatezza (la malattia e agonia di Chloè , la cura dei fiori che solo le dà sollievo), per quanto senza speranza o possibilità alcuna.

Gli eventi narrati sono drammatici, ineluttabili e disperati, ma in singolare e impressionante contrasto con il linguaggio lieve, distaccato e lunare usato per raccontarli.

Vi sono poi cose bellissime e sorprendenti, come la già menzionata cura dei fiori, la presenza muta del topo, gli uomini che in poco tempo invecchiano o ringiovaniscono a seconda del dolore o della gioia degli eventi, la partecipazione delle cose al dolore degli uomini (ad esempio la casa di Colin e Chloè che rimpicciolisce e appassisce con il progredire della malattia di quest’ultima).

Un’altra cosa rimarchevole è l’odio per il lavoro, costantemente additato come cosa dannosa e insignificante.

Un libro assai bello e singolare, scritto da un genio anarchico di 27 anni, prematuramente morto di cuore.

Poronga