J. R. Moheringer “Oltre il fiume”

oltreQuesta non è una recensione, in quanto non ho letto questo libro, o forse l’ho letto… In realtà l’ho sottoposto a una lettura veloce, direttamente in libreria, impiegando circa 17 minuti. Un tempo ragionevole visto che si tratta di un libro (?) di piccolo formato, di 91 pagine, con caratteri molto grandi, che riuscivo a leggere perfettamente anche senza occhiali. Direi che sei pagine al minuto più due minuti di riserva sono adeguati per questa che non definirei neanche una operazione di marketing (il marketing è anche una cosa seria) bensì magari una operazione di cassetta, (10 euro a copia non sono pochi) organizzata sfruttando la grande notorietà di Moheringer, acquisita dopo il successo di OPEN, un autore  che io stesso ho recensito in termini molto lusinghieri per l’Asino (vedi “il bar delle grandi speranze”, e “pieno giorno”). Ora, io non sono certamente in grado di dire dopo la mia lettura veloce se il contenuto di “Oltre il fiume” sia degno del premio Pulitzer, però mi sento di dire che proprio tale premio lo rende sospetto. La cigliegina sulla torta in questa pregevole  operazione è la citazione di Baricco in quarta di sovracopertina …”obiettivamente Moheringer è di una bravura mostruosa”, frase riferita non già a questo racconto, ma al precedente bar delle grandi speranze, certo non è un falso, ma quanto meno ingannevole…

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J.R. Moehringer “Pieno Giorno”

untitledEbbene sì, dopo “Open” e “Il bar delle grandi speranze” Moheringer ha fatto centro anche con “Pieno Giorno”, dedicato alla ricostruzione romanzata di della vita di Willie l’Attore, al secolo William Sutton, il più famoso rapinatore di banche americano, operativo (nel senso di passare senza soluzione di continuità dalle rapine al carcere) tra gli anni 20 e gli anni 40 del secolo scorso. A differenza degli altri due libri, assimilabili a vere biografie, questo è un po’ un atto d’amore e di ammirazione nei confronti del protagonista, capace di svaligiare 37 banche in un anno, senza mai lasciarsi alle spalle morti o feriti… e senza mai tradire nessuno dei suoi complici. Il libro si dipana su un doppio registro temporale: il primo, cronologico, racconta la vita e le imprese di Willie, i suoi arresti, le sue evasioni, i suoi amori (UNO solo, impossibile), il secondo immaginario, si svolge unicamente nel giorno di Natale del 1969, quando Giornalista (Moheringer stesso) immagina di aver intervistato Willie dopo che era uscito di prigione per l’ultima volta e di averlo accompagnato insieme a Fotografo nei luoghi più significativi della sua “carriera” e in generale della sua vita. Anche se inizialmente non è facile per il lettore accettare questo continuo doppio registro temporale,( e anche il mio personale piacere della lettura è stato ahimè falcidiato dalla sciagurata idea di leggerlo su e-book), il libro ti prende e non ti molla, la scrittura è come sempre magistrale, senza una parola di troppo, senza le inutili citazioni “ammiccanti” di tanti scrittori di casa nostra e non solo. E qui non hai la curiosità di vedere come va a finire, tanto lo sai dall’inizio, ma di seguire le vicende e i rapporti umani, sia della prima sia della seconda storia. E il surreale finale è una poesia struggente, mi ha ricordato le scene di Ghost, e questo finale vale tutto il libro, e anche di più.
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