Carmine Abate “Il ballo tondo”

abateUn paese arbëreshe della Calabria, una piccola comunità rimasta immutata da secoli, travolta, direbbe Marcello Fois, dal ‘tempo di mezzo’, una modernità che spazza via la ricchezza di un mondo legato alle cose e alle tradizioni per un’agiatezza priva di radici e striata di violenza.

Ma a differenza del romanzo di Fois, guastato da uno stile arrogante  e schizofrenico, la lingua semplice di Carmine Abate, il ritmo dolce delle vicende che riflette la melodia di un “ballo tondo”, di una rapsodia  arbërëshë, permette alla storia di scorrere con la tranquilla facilità di un racconto sereno, luminoso.

Stupendo il personaggio di nonno Lisandro, un vero ‘vecchio d’altri tempi’, che  osserva quello che gli accade intorno senza esprimere giudizi,  ma rappresenta con la sua presenza silenziosa e i suoi gesti semplici, un inno a un’esistenza  vera, a contatto con le cose e le pulsioni della vita.

la signora nilsson

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