Gianrico Carofiglio “Il bordo vertiginoso delle cose”

caroicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente un buon libro che per certi versi mi ha sorpreso.

Enrico Vallesi è vicino alla cinquantina. Ha pubblicato dieci anni prima un libro di successo. In seguito, non essendo riuscito più a scrivere nulla di pubblicabile, si è rintanato in una attività di editor di libri altrui, quando addirittura non di ghost writer. È un uomo in crisi: lasciato rovinosamente cinque anni prima dalla sua donna, vive solo e beve forse un po’ troppo. Una mattina, per un concatenarsi di casi, mentre è al bar legge un articolo di cronaca che lo scuote; racconta della uccisione di un rapinatore, avvenuta a Bari, sua città natale, per dove decide di impulso di partire. Continua a leggere

Gianrico Carofiglio “Le tre del mattino”

caro.pngicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoEinaudi: Ciao, caro Gianrico.

Carofiglio: Ciao, caro editore. Come mai mi chiami?

E: E’ un po’ che non ci dai nulla, e allora ho pensato di sollecitarti.

C: In effetti ultimamente non ho avuto nessuna buona ispirazione. Tu cosa avevi in mente?

E: Guarda, pensavo a un romanzo agile, massimo 150 pagine, su un tema che ultimamente va molto, il rapporto fra un padre e il figlio adolescente. E risalire un po’ indietro nel tempo, tipo gli inizi degli anni ’80. Darebbe più fascino alla storia.

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Gianrico Carofiglio “L’estate fredda”

ca.pngBari 1992, piccoli boss crescono. La mafia pugliese non è ancora ben strutturata e scimmiotta la camorra e la ‘ndrangheta. Non che si faccia mancare nulla: pizzo, rapimenti, estorsioni, spaccio,omicidi. A livello ancora un po’ artigianale ma con grandi ambizioni, codificate da una gerarchia di tipo militare rituali di affiliazione che sembrano ridicoli ma abbiamo imparato a capire che hanno un forte e tragico significato simbolico. Formule esoteriche da far sembrare il mago Otelma un sobrio consulente finanziario, rituali da rispettare fin nei minimi particolari – addirittura la marca e il tipo di sigarette da mandare agli affiliati in carcere quando c’è qualcosa da festeggiare! – insomma quasi più materiale da antropologi che da giuristi. Ma giurista è Carofiglio che, da magistrato antimafia, conosce bene la materia.

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Gianrico Carofiglio “La Regola dell’equilibrio”

caroConfesso che avevo un po’ di timore ad acquistare questo libro, timore che derivava dal discreto numero di romanzi pubblicati da Carofiglio (in media uno ogni anno) dopo quello che per me era stata veramente una bellissima scoperta, la sua opera prima, credo,  “Testimone Inconsapevole” nel 2002.

La Regola dell’Equilibrio si colloca a metà strada, cioè secondo me non è certo un capolavoro, ma contiene alcuni spunti non banali, è scritto in modo piacevole  e in certi punti è davvero “godibile” (come odio questa parola ma non me ne viene una migliore).

La vicenda riguarda l’abile avvocato Guerrieri che, in preda a dubbi e disillusioni tipiche dei cinquant’anni, viene contattato da un alto magistrato, (Larocca) preoccupato  da voci di indagini a suo carico che sarebbero svolte dalla procura competente e letteralmente potrebbero , anche se alla fine le accuse risultassero infondate, “rovinargli la carriera” per il solo fatto che se ne parlasse.

Larocca incarica Guerrieri  di indagare discretamente in modo da predisporre, se del caso, adeguate contromisure: non dico nulla di come si sviluppa la vicenda, salvo che la collaboratrice a cui Guerrieri affida le indagini è un tipo alla Tex Willer, che uno si vorrebbe augurare di non avere mai come avversario (per più ragioni).

Alla fine sono stato contento: i frequenti riferimenti giuridici a cui Guerrieri ricorre, i verbali degli interrogatori, il preciso linguaggio utilizzato da Carofiglio, unitamente all’incalzare degli eventi (senza flash back, finalmente un libro facile da seguire…) hanno reso questo racconto (non lo definirei romanzo)  una lettura rilassante e piacevole, che in più, mi ha lasciato anche qualche motivo di riflessione personale.

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