Jorge Luis Borges “Finzioni”

borTorno a Borges e lo trovo uguale (per fortuna) a quello dell’ “Aleph”.

Ancora quindi l’autore elegantissimo e coltissimo, capace di costruzioni misteriose e talvolta vertiginose: si pensi ad esempio al complessissimo mondo totalmente inventato di Tlön che espone nel racconto “Tlön, Uqbar, Orbis Tertius”.

Borges inventa simboli, storie che si dividono e moltiplicano, uomini che di umano hanno solo il ricordo, un sistema, Babilonia, nel quale il caso viene eletto a regola totale.

Più di così non saprei dire, anche perché B. è un autore troppo raffinato, complesso e quasi etereo e sfuggente; posso solo aggiungere che, di tanto in tanto, varrebbe la pena di rileggere qua e là qualcuno dei suoi tanto enigmatici quanto affascinanti racconti.

Poronga

Jorge Luis Borges “L’Aleph”

borBorges è un autore certamente non facile, di impatto non immediato quanto sicuro.

Di lui colpiscono innanzitutto la cultura e la erudizione immense. Uomo sudamericano e profondamente latino, ma formatosi in Europa, dove imparò l’inglese prima dello spagnolo, si può dire che visse al bivio fra diverse civiltà. Tramite i suoi racconti, così densi di richiami alla classicità greca, al mito, alla storia, alla letteratura, alle religioni, alla filosofia, ricorda Thomas Mann, l’unico che mi venga in mente quale termine di paragone, che però aveva una cultura forse più scientifica e quindi differente rispetto a quella, integralmente umanistica, di B.

Scrittore elegante, si serve dell’enorme bagaglio di sapienza del quale dispone mettendolo al servizio di temi e motivi particolari e ricorrenti: la alternativa/dicotomia/dilemma fra necessità e fatalità, di sovvertimento (l’assassino che muore prima dell’assassinato), la ripetizione infinita, l’enigma (“la soluzione del mistero è sempre inferiore al mistero“) e le relative simbologie: il labirinto, la tigre, la cabala.

I racconti più belli mi sono parsi “Deutsches Requiem”, testimonianza abbacinante della follia nazista; “L’uomo sulla soglia”, storia del giudice che viene giudicato; “L’Aleph”, enigmatico racconto di un amore rimpianto, di una invidia letteraria, di una visione.

Uno scrittore unico.

Poronga