Platone “Repubblica”

platoneCalma, calma! Non avete sbagliato sito. Siete su Asinochinonlegge, dove si parla prevalentemente, ma non esclusivamente, di romanzi. Però questa estate ho voluto fare un esperimento: leggere Platone non come filosofo ma come letterato. Naturalmente Platone è uno ( no, no, per Zeus, non in senso filosofico! ) e non si può schiacciare un bottone e dirsi: adesso dimentico la parte filosofica e lo leggo solo per il suo valore letterario. Però è quello che ho cercato di fare e credo almeno in parte di esserci riuscito. Perché ho voluto farlo? Per due motivi: il primo è che Platone ha inventato una forma letteraria di grande fascino ed importanza, il dialogo, e già per questo meriterebbe di stare in ogni storia della letteratura. Il secondo motivo è che nella Repubblica troviamo fra gli altri uno dei grandi miti, forse il più grande, che sta alla base della cultura occidentale: il mito della caverna, giunto fino a noi dopo 24 secoli con tutto il suo fascino e la sua potenza ( parentesi con consiglio di lettura: il mito della caverna ha affascinato, fra i tanti, uno scrittore geniale come Saramago che ne ha fatto una rilettura nel suo bellissimo romanzo intitolato appunto La caverna ).

Insomma, ho voluto ribellarmi alla rigidità di certi schemi. Platone è certamente un grande filosofo, ma ha una nitida e fluente capacità di scrittura che ne fanno anche un grande letterato; uno dei nostri massimi letterati e poeti, Leopardi, all’estero è conosciuto più come filosofo; e una delle prose più nitide in lingua italiana è quella di Galileo, che pure è giustamente ricordato anzitutto come scienziato quasi destinato al rogo; e si potrebbe continuare.

Non starò qui a riassumervi la Repubblica, dirò solo che l’esperimento a me è parso positivo: sono riuscito a cogliere la bellezza delle immagini, dell’arte retorica e degli espedienti dialettici al di là del senso filosofico e politico che ho cercato di mettere in secondo piano. Ecco un saggio della scrittura di Platone in cui parla dell’oltretomba:

” Fra gli altri spettacoli terribili a cui assistemmo ci fu anche questo. Quando fummo vicini all’apertura e stavamo per scendere dopo aver subito tutte le altre prove, all’improvviso vedemmo lui e altri, quasi tutti tiranni; ma con loro c’erano anche alcuni individui di condizione privata, che si erano macchiati di straordinari delitti. Al momento in cui essi credevano di potere ormai salire, l’apertura non li lasciava passare e si metteva a muggire ogni volta che tentasse di salire uno di quei peccatori inguaribili e chi non avesse espiato abbastanza i suoi crimini . ” Er disse di aver visto allora uomini crudeli e infuocati che, stando lì presso e udendo il muggito, afferravano quegli infelici e li portavano via, e legando Ardieo e gli altri per le mani, per i piedi e per il capo, dopo averli gettati a terra e scuoiati, li trascinavano lungo la strada, cardandoli su certe piante spinose, e indicando ai passanti il motivo per cui li trattavano così e rivelando che li stavano trascinando nel Tartaro.

Se vi ha ricordato Dante, ve lo ricorderebbe ancora di più se proseguiste nella lettura, visto che c’è una descrizione che anticipa e probabilmente ha ispirato i gironi dell’Inferno.

La Repubblica, naturalmente, è un libro impegnativo e complesso. Se volete anche voi fare l’esperimento di leggere Platone come scrittore, vi consiglio di cominciare con i dialoghi sul processo e la morte di Socrate, in particolare il Critone. Poi mi farete sapere se a vostro giudizio non è – anche – grande letteratura.

traddles

 

 

Annunci