Pelham G. Wodehouse “Love among the chickens”

Jeremy Garnet, giovane scrittore di insicuro successo, mentre è alle prese con problemi di ispirazione, viene travolto dal vulcanico quanto scervellato Ukridge, un suo vecchio conoscente, che lo coinvolge di imperio in una strampalatissima impresa imperniata sull’allevamento di polli, dei quali entrambi non sanno assolutamente nulla.

Mentre viaggia in treno verso la sede che Uckridge ha scelto per l’allevamento, si trova seduto davanti alla dolce Phyllis della quale si innamora seduta stante, anche perché la ragazza, inaspettatamente, ha in mano una copia del suo unico libro finora pubblicato (sul quale ovviamente, si produrrà del tutto inconsapevolmente in giudizi non molto lusinghieri).

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Pelham G. Wodehouse “The inimitable Jeeves”

Ci sono degli autori che leggerli è come andare in un posto piacevole, rilassante e divertente, che non tradisce mai. Per me P.G. Wodehouse è esattamente questo. Intendiamoci, letteratura di pura evasione, ma mica si possono leggere solo capolavori. E comunque il nostro, nel suo genere, è un geniaccio.

Qui, come in molti altri romanzi della serie, si muovono due personaggi magistrali: Bertie Wooster e Jeeves. Il primo è un  giovane dandy nullafacente, terrorizzato all’idea di dover fare qualsiasi cosa prima delle 11 del mattino, che scommette ai cavalli e poco altro. Uomo dalla erculea superficialità (il massimo che sa dire anche nelle situazioni più scabrose è “Dashed imbarassing”), il pensiero più profondo che nell’intero romanzo sa formulare è il seguente: “My experience is that a fellow never really looks his best just after he’s come out of a cell”.

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Pelham Grenville Wodehouse “Avanti Jeeves”

Protagonista di molti libri di Wodehouse, Jeeves è l’imperturbabile maggiordomo del nobile, ricco e nullafacente Bertie Wooster.

Il rapporto fra i due è singolare: anche se non esiste dialogo che non si concluda con la frase “Molto bene signore”, Jeeves è capace di lasciar cuocere il padrone nel suo brodo per giorni e giorni, per esempio se questi indossa una cravatta che lui disapprova; tutto ciò con grande preoccupazione di Bertie, specie quando, cioè spessissimo, si trova nel mare di guai in cui regolarmente si va a ficcare e da cui Jeeves lo tira fuori con i suoi asciutti consigli.

Il risultato è che si fa sempre e solo quello che dice Jeeves, al punto che quando Bertie approva uno dei suoi consigli (per esempio partire o sbarazzarsi di un certo oggetto), il biglietto è stato già comprato o l’oggetto è già stato distrutto. Continua a leggere

Palham Grenville Wodehouse “The small bachelor”

smallicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ci sono: un giovanotto romantico e imbranato, George Finch, innamorato come un pesce lesso di una dolce e graziosa ragazza, Molly Waddington, che lo ricambia di cuore; il padre di lei, Sigsbee Horatio Waddington, stupidissimo e maldestro quanto esilarante, e una matrigna-virago impicciona, incontenibile e piena di pregiudizi. Poi c’è Ferris,  il maggiordomo dei Weddington (anche lui un vero spasso), l’onnisciente  e pedantissimo Hamilton Bamish, folgorato da un amore a prima vista per Eulalie (chiromante della virago, il che darà esca a uno dei tanti sviluppi narrativi) che gli manda il cervello in pappa; il cameriere di George e la sua dolce metà, ladri di professione, l’inamidato e vorace (di cibo) pretendente di Molly, e infine l’agente di polizia Garroway, che spera di effettuare finalmente il suo primo arresto, e che le prende da tutti. Continua a leggere