Nadia Terranova “Gli anni al contrario”

terra2Intenso romanzo di debutto della giovane siciliana Terranova (è nata nel 1978) che narra la storia di Aurora e Giovanni, figlia di un direttore di carcere fascistoide, lei, e di un avvocato iscritto al PCI, lui. Entrambi cresciuti a disagio nelle rispettive famiglie di provenienza, si incontrano da studenti, si innamorano e si sposano nel pieno fermento del movimento del ’77, quando come noto “il privato era pubblico”, ma la inaspettata nascita della figlia, cui viene dato il nome Mara, in ricordo di Margherita Cagol, disfa sin da subito quel sottile equilibrio di coppia e i due protagonisti andranno incontro a diversi e paralleli destini, senza tuttavia mai smettere di amarsi. E’ un romanzo tutto sommato breve, che racconta una storia d’amore in una città come Messina abbastanza al di fuori dalla Storia che si stava scrivendo in quegli anni, eppure, attraverso una vicenda privata, la autrice ben ricostruisce il profondo disagio esistenziale di una generazione dapprima illusa e quindi frustrata dalla impossibilità di realmente cambiare il mondo. Nel personaggio, bellissimo, di Giovanni sono disseminate tracce di vite vere di quegli anni importanti e troppo spesso mal raccontati, viene in mente il cronista per Repubblica del movimento romano del ’77, Carlo Rivolta, morto per droga, oppure del torinese Alberto Bonvicini tratto a giudizio per la morte accidentale dello studente Crescenzo, di cui riferisce il romanzo, e morto per avere contratto l’AIDS proprio quando si stava ricostruendo una vita di giornalista TV con Giuliano Ferrara. Ma l’insieme risulta credibile e in fondo come ha scritto qualcuno, la perenne lotta di Giovanni non è necessariamente legata a quel contesto storico ben potendocisi immaginare un suo disagio anche nell’oggi, se non di più. E’ un romanzo ambientato in Sicilia dove non ci sono le grandi fabbriche e quindi non arrivano le grandi organizzazioni operaiste degli anni settanta, ma solo quei Primi fuochi di guerriglia che non consentiranno a Giovanni quello stesso sbocco dell’amico bolognese Gipo che ad un certo punto perde per strada. Le tante vite di Giovanni potrebbero essere giudicate tutte sbagliate dal perbenismo di maniera, e invece Giovanni di fondo è “un puro”, è la stessa Aurora a scrivergli ad un certo punto che vorrebbe avere il “suo coraggio” ed è proprio a Giovanni che la scrittrice regala gli affetti più profondi della storia, dall’amore incondizionato della figlia Mara a quello struggente incontro finale in ospedale con il ragazzo romano conosciuto in comunità. Gli anni al contrario in fondo è una bellissima storia di amore anche e soprattutto per come finisce, anche se evidentemente non ve lo dirò.

davide steccanella