Claudio Magris “Non luogo a procedere”

ma.pngSeguo spesso il Magris intellettuale ed editorialista ed ammiro molto la sua lucidità, il suo rigore e le sue prese di posizione.

Non avevo però mai letto un suo romanzo e, stimolato anche da un’entusiastica recensione di Corrado Stajano sul “Corriere della Sera”, mi sono cimentato nella lettura di questo ultimo uscito che, pare, gli sia costato anni di fatiche.

Il romanzo ( definibile un romanzo storico ) prende spunto dalla vita di un personaggio realmente esistito, un professore triestino, che aveva fatto del collezionismo di armi la sua ragione di vita; collezionismo non fine a sé stesso nè spinto dall’amore per la guerra ma, al contrario, volto alla realizzazione di un grande museo per ricordare agli uomini l’orrore e l’insensatezza di tutti I conflitti.

Il professore viveva in un hangar stipato dei suoi cimeli e morì in circostanze mai chiarite durante un incendio.

Con lui bruciarono anche tutti i quaderni su cui aveva annotato con cura maniacale tutte le scritte che i detenuti nella risiera di San Sabba avevano lasciato sui muri delle loro celle, in attesa di essere torturati e uccisi nelle camere a gas dell’unico lager che funzionò in Italia.

Le scritte furono poi, alla fine della guerra, velocemente cancellate e con esse sparirono anche i nomi e le probabili prove di spionaggi, tradimenti, delazioni, doppiogiochismi.

Di qui il titolo: per I tanti crimini della Trieste della Risiera ci fu “Non luogo a procedere”.

Questa l’essenza del libro e ci sono pagine indimenticabili sugli ultimi giorni di guerra a Trieste, sul clima del “tutti contro tutti” su personaggi reali ( il soldato Tedesco Otto Schimek, morto per non aver ubbidito agli ordini – Don Edoardo Marzani, prete di Trieste, torturato nella risiera e scampato alla camera a gas che diede avvio all’insurrezione facendo suonare tutte le campane della città ).

Tuttavia, accanto a questo nucleo, si sviluppano un’infinità di storie parallele ( secondo me anche straripanti ), di rimandi storici anche remotissimi, di divagazioni a volte poco comprensibili che ne rendono la lettura faticosissima.

Mi sento di consigliarlo solo se armati di grande pazienza, di un buon dizionario e di una connessione a Wikipedia costantemente attiva.

Kurtz

 

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