Iris Murdoch

murdoch( Una non-recensione di ” L’incantatore ” )

Scommetto che pochi di voi conoscono Iris Murdoch, forse nessuno. In Italia è stata tradotta sporadicamente ed è conosciuta solo dagli esperti di letteratura inglese. Ricordo di averla vista una volta, a un incontro alla Statale di Milano negli anni ’80. Quattro gatti. Ha acquisito forse un po’ di notorietà anche da noi dopo la morte per un libro commovente scritto dal marito, in cui si raccontano gli ultimi anni di vita con la lenta discesa nel buio dell’Alzheimer. Dal libro è stato anche tratto un film, pare bello, ma non l’ho visto.

Se non la conoscete, vi perdete molto. A mio modesto parere – e fatte salve le difficoltà di separare uomini e donne in letteratura di cui si è discusso recentemente sull’Asino a proposito di Anne Tyler – è la più grande scrittrice britannica del ‘900 ( mi spiace, caro Orlando, ma la Woolf viene seconda. Doris Lessing insegue). Dirò di più: la più grande scrittrice in lingua inglese del ‘900 (Harper Lee ha scritto un bellissimo romanzo, ma uno solo; e se pensate che Tony Morrison o la Gordimer siano migliori, aspettate a giudicare dopo aver letto la Murdoch). Dirò ancora di più: la più grande scrittrice del ‘900 (qui la concorrenza più temibile sono la Yourcenar e Selma Lagerlöf, che mi piacciono molto, ma la Murdoch vince senz’altro. E con la Duras non c’è confronto). E non mi importa se alcune delle scrittrici che ho nominato hanno vinto il Nobel, e lei no. Va aggiunta alla lunga lista dei non-vincitori, a disdoro dei giudici (Kafka, Joyce, Proust, Tolstoj, Borges, Greene,  ecc.).

Iris Murdoch scriveva romanzi per diletto, la sua professione era insegnare filosofia all’università, e anche come filosofa ha avuto una certa importanza. Ma il suo talento letterario l’ha spinta a scrivere una ventina di romanzi, che hanno accompagnato l’evolversi dell’Inghilterra dal dopoguerra all’epoca della Thatcher e oltre. La sua formazione di filosofa si vede nella capacità di andare veramente a fondo nella descrizione di situazioni e personaggi, ma non diventa mai pedanteria intellettuale. Il tutto unito ad una padronanza della lingua magistrale. In patria era molto amata, era considerata la “gran Dama” della letteratura inglese. Era anche, sul piano personale, una persona amabile e ammirevole, dotata di grande passione civile. Insomma, una vera figura di spicco della élite intellettuale inglese, nel senso migliore del termine.

Perché ne parlo? Anzitutto per gratitudine, perché ho letto i suoi libri per molti anni, ricavandone sempre un grande piacere sia per l’interesse delle storie sia per la qualità della scrittura. Ma l’occasione me la dà la pubblicazione di questo romanzo, che è il secondo da lei scritto, apparso nel 1956. E ho pensato di parlarne sull’Asino anche perché l’edizione italiana ha una post-fazione di Peter Cameron, scrittore di cui si è parlato qui da noi, che ne scrive con molta ammirazione. Sul libro non voglio dire nulla: l’ho letto troppo tempo fa, probabilmente non è neppure uno di quelli che mi è piaciuto di più (i suoi capolavori sono La campana, Una testa tagliata, Il principe nero, Il mare, il mare, ma sono tutti belli). E’ pubblicato dal Saggiatore, editore che non è neppure specializzato in narrativa. Temo che venderà poche centinaia di copie e la Murdoch tornerà nel dimenticatoio. In Italia, perché in Gran Bretagna è ancora molto amata e, a quindici anni dalla morte, ha ormai raggiunto lo status di un classico.

Nel mio piccolo, esprimo la mia riconoscenza a questa grande scrittrice e faccio quel che posso perché sia conosciuta ed apprezzata anche in Italia.

traddles

7 thoughts on “Iris Murdoch

  1. Caro poronga,
    Sono abbastanza vecchia da aver letto Iris Murdoch. Hai ragione, bisogna leggere i suoi libri. Cosima
    Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  2. Bravo Traddles per la tua opera divulgativa. Ignoravo persino il nome della odierna scrittrice. finito questo commento passo il mio ordine al mio libbraio.

  3. Ho cominciato a leggere Iris Murdoch prima per motivi universitari, e poi per diletto, sì, perchè mi sono appassionata!
    Ho letto “La Sovranità del Bene”, “Una testa tagliata”, “L’incantatore”, “Il rosso e il verde”, “La ragazza italiana”, e adesso sto leggendo “Un uomo accidentale”.
    Purtroppo non è facile trovare le sue opere, non solo ho avuto problemi con gli ordini in bene due librerie, (per fortuna gli addetti della terza cui mi sono rivolta, sono stati molto più onesti e professionali, e mi hanno aiutata moltissimo), ma è difficile trovarle anche on line in lingua originale. Per lo meno io non ci sono riuscita.
    Sto anche leggendo articoli, riviste filosofiche e saggi che di Iris Murdoch si sono occupati, ed effettivamente mi chiedo come mai una mentalità così aperta e brillante come la sua, sia in Italia così poco ricordata.
    È davvero un peccato perchè tranne qualche piccola difficoltà iniziale, dovuta anche ad altre situazioni che mi hanno tenuta lontana dai libri, ho cominciato a leggerla lentamente ma poi ho divorato il materiale che ho su di lei.
    Io non sono che una studentessa universitaria, non posso fare molto, ma sarebbe bello se le case editrici, (come sta facendo Il Saggiatore), o gli esperti in letteratura e filosofia facciano qualcosa per riportarla alla luce.
    Anche il Film non lo trovo, in italiano per lo meno, in lingua originale è stato pubblicato anche su YouTube.
    A mio avviso, l’Italia dovrebbe fare di più per la sua memoria!
    Buona giornata! 😉
    Lucia

  4. Cara Lucia ( ma adesso abbiamo una ” lucia ” e una ” Lucia “? ), bene, sono molto contento di non essere l’unico ad avere una passione per Iris Murdoch.
    Mi spiace per le tue difficoltà a procurarti le sue opere. Io le ho praticamente tutte in originale, se stai o passi da Milano sono felicissimo di prestartele, se ti accontenti di polverosi Penguin degli anni ’70 e ’80. Ho visto che hai letto anche un suo libro di filosofia, La sovranità del bene, ne ho anche altri, a cominciare dal monumentale Metaphysics as a Guide to Morals, lettura molto impegnativa che forse può interessarti per i tuoi studi.
    Fammi sapere e ciao

    • Buongiorno 🙂
      grazie mille per la disponibilità! Io sono di Salerno, e almeno per il momento sono impossibilitata spostarmi purtroppo 😛
      Inoltre spero davvero tanto di concludere il mio percorso universitario se non per il mese prossimo, massimo per la fine dell’anno.
      La mia tesi è a buon punto, si tratta di aggiornare alcune cose, approfondendo con i riferimenti di Iris Murdoch a Platone, ma dipende se riesco con le scadenze burocratiche.
      Ad ogni in modo, in futuro credo che sicuramente vedrò di procurarmi gli altri romanzi.
      Mi sta capitando di arrivare a fine lettura di dispiacermene per la fine o per il destino di un dato personaggio, per cui sì, poco per volta continuerò a leggerla, e magari, se passo per Milano ci faccio un pensiero 🙂
      Grazie n ancora!
      Buona giornata!

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