Concita De Gregorio “Mi sa che fuori è primavera”

deUn terribile fatto di cronaca accaduto nel gennaio 2011: un matrimonio finisce. Lei, Irina, italiana. Lui, Mathias, svizzero. All’improvviso, senza alcun segno premonitore, il padre porta via con sé le figlie, due gemelle di sei anni, e sparisce. Dopo alcuni giorni si uccide. Delle bambine nessuna traccia. E’ probabile, è quasi certo, che le abbia uccise il padre prima di suicidarsi, ma è solo una logica ipotesi. Questo libro nasce dall’incontro tra la mamma delle bambine e l’autrice. Come dare parole a questo incommensurabile dolore? “Aiutami a dire quello che non si può dire…” chiede Irina a Concita. Lei lo fa nel modo migliore possibile. Giusto il ritmo, l’alternanza tra racconto e riflessioni, l’alternanza dell’io narrante. Un libro che ti colpisce, perché è allo stesso tempo semplice e potente. “Il dolore da solo non uccide…”. Così il racconto di ciò che è accaduto si intreccia con il racconto dell’esistenza di una madre privata delle figlie che cerca prima di sopravvivere e poi di riprendersi la vita. Una bella figura di donna. Un libro che vale la pena leggere. Ringrazio molto chi me lo ha regalato. Buon anno a tutti.

Oleandro