Ken Follett “La cruna dell’ago”

foll.pngicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoUn romanzo storico spy/story teso e avvincente dall’inizio alla fine, nonostante raggiunga le quasi 400 pagine.

Siamo nel 1944, alla vigilia dello sbarco in Normandia che potrebbe vibrare ai tedeschi ai il colpo di grazia.

Ma a far pendere la bilancia di nuovo verso Hitler potrebbe essere il suo miglior agente segreto, Faber detto “l’Ago”. Fulmineo, spietato, con doti fisiche, morali ed intellettuali fuori dal comune, riesce a scoprire un segreto militare di decisiva importanza, ossia che l’eccezionale ammassamento di mezzi e truppe alleate nel sud-est dell’Inghilterra, che aveva indotto la Germania a credere che l’assalto sarebbe venuto a Pas de Calais, concentrando lì le sue forze difensive, era in realtà una gigantesca messa in scena per mascherare il vero luogo dove sarebbe avvenuto lo sbarco.

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Ken Follett “I pilastri della terra”

follRomanzo storico ambientato nell’Inghilterra del XII secolo, racconta la costruzione di una cattedrale che fa da filo rosso in una complicata trama, sullo sfondo della quale stanno le lotte per la successione di Enrico I, morto senza lasciare eredi maschi, con pesante coinvolgimento del clero, e che trova il suo apogeo nell’assassinio di Thomas Beckett.

In questo contesto si muove una nutrita schiera di protagonisti, fra i quali si staglia Philip, diventato giovanissimo priore di un convento in declino. Philip è un integerrimo, inesausto, combattivo e ingegnoso atleta di Dio, impegnato in una battaglia, che occupa tutta la sua vita, finalizzata a fare di Kingsbridge un grande centro civile e religioso e della sua erigenda cattedrale un mirabile faro della cristianità.

Accanto a lui una nutrita serie di protagonisti che si distinguono in buoni, che sono i più, e cattivi, che sono di meno ma, come tutti i cattivi, si fanno sentire parecchio. Non mancano le belle pulzelle.

Secondo voi chi vincerà?

Detesto gli snobismi, spesso presenti in molti intellettuali(ni) nostrani che si sentono tanto élite e che se un libro è stato letto da più di venti persone ed è piaciuto a più di dieci cominciano a storcere il naso; però devo dire che questo, che è considerato il capolavoro di F. e che è stato letto da milioni di persone, a me è parso un fumettone, per quanto ben confezionato; uno di quei tritatempo che vanno benissimo per passare una bella convalescenza a letto, ma nulla di più.

Viene spontaneo il paragone con “Il nome della rosa” (mi risulta anzi che Follett e Eco si siano accapigliati su chi ha scritto il romanzo migliore), di cui però ho un ricordo nettamente superiore.

Mi sorprende sempre, in molti scrittori stranieri, la documentazione e l’approfondimento; in questo caso la cultura che F. dimostra con riferimento alle tecniche di costruzione del tempo.

Poronga

P.S.: troppissime comunque le oltre 1000 pagine