Jenny Offill “Le cose che restano”

officona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Di Offill avevo già letto (e scritto sull’Asino) Sembrava una felicità, uno dei primi libri pubblicati da NNEditore.  Ho da poco finito, ora, Le cose che restano, magistralmente tradotto da Gioia Guerzoni sempre per NN, e l’ho trovato bellissimo. Intelligente, lucido e sincero sino ai limiti della ferocia, narrativamente perfetto.

Se Sembrava una felicità mi aveva lasciato un po’ freddina perché mi era parso che l’autrice facesse eccessivo sfoggio della propria brillantissima intelligenza,  Le cose che restano mi ha colpito al cuore. È la storia di Grace, una bambina che diventa grande in compagnia di una madre stravagante e istintiva e di un padre depresso ma amorevole finché pian piano i ruoli non si vanno confondendo e il mondo di Grace comincia impercettibilmente a sgretolarsi. Continua a leggere

Jenny Offill “Sembrava una felicità”

off.pngUn titolo sghembo per una storia d’amore in un certo qual modo   obliqua. Una storia in cui non compaiono mai parole come amore, né felicità (se non precedute da un articolo indeterminativo). Protagonisti sono i pensieri dell’io narrante, prima giovane scrittrice newyorchese , poi moglie e mamma e insegnante (di scrittura creativa). Finché la moglie non viene tradita e allora protagonista si fa il Teatrino dei sentimenti feriti che Moglie e Marito mettono in scena per punirsi, con la  crudeltà e il senso d’impotenza di chi si trova prigioniero di quella che  sembrava (una) felicità ma era solo, forse, (una) illusione.
Il romanzo si legge d’un fiato, piacevolmente, benché l’accumularsi di cliché rovesciati e citazioni più o meno colte  , dati scientifici e trivia finisca per farci temere che Jenny Offill si giudichi molto più brillante e abile di quanto a noi sia apparsa la storia che ci ha appena  raccontato.

la signora nilsson