Martin Suter “Allmen e le dalie”

surerQuando piove, comprate per pochi euro un ombrello da un venditore ambulante? Male, dovreste usarne uno in pura seta con manico di ciliegio. E se dovete andare da qualche parte, chiamate un taxi? Perché accontentarsi di così poco, quando potreste servirvi di una Cadillac con autista? E per colazione, un uovo cotto in qualche modo? Sentite qua: ” strapazzato il lunedì, in bicchiere il martedì, affogato su toast il mercoledì, al tegamino il giovedì, à la coque il venerdì, in frittata con le erbe il sabato… La domenica veniva invece servita una specialità guatemalteca detta huevos rancheros, due uova al tegamino in salsa piccante.”

Questo, in aggiunta a bottiglie di champagne e suites in alberghi di lusso, è il curioso stile di vita di questo strano investigatore svizzero, specializzato in indagini riguardanti opere d’arte. Peraltro piuttosto pigro, poiché si limita a risolvere un caso ogni tanto, e dopo si gode i soldi guadagnati sino all’ultimo centesimo. Quando poi rimane senza un franco e i creditori premono, ecco un nuovo caso. Nel frattempo, si fa prestare dei soldi dal suo giardiniere che, come vedremo, non è solo un giardiniere.

Allmen e le dalie è il quinto libro della serie e Martin Suter non mostra segni di stanchezza. Allmen è uno strano tipo di detective, colto, snob, pigro ma a suo modo efficiente. Un piccolo colpo di genio di Suter è avergli affiancato Carlos, un Guatemalteco che gli fa da assistente nelle indagini, ma anche da giardiniere, cuoco e cameriere personale. Carlos è un clandestino, in un paese che non è tenero con i clandestini, e quindi non esce mai dalla residenza di Allmen. E’ però molto intelligente e abile nelle ricerche in rete, e spesso l’idea risolutiva viene proprio da lui. Se poi aggiungiamo che la ” Allmen International Inquiries “, col pomposo motto The Art of Tracing Art, viene spacciata per una grande agenzia investigativa ma si limita a loro due con l’aggiunta, in questo episodio, di un’altra clandestina sudamericana, i risultati sono davvero spassosi. Le indagini avvengono nel mondo dell’arte, il che consente a Suter di presentarci una serie di personaggi, da eccentrici miliardari ad astuti ladri a pomposi critici, sempre curiosi e interessanti. E, dal punto di vista del giallo vero e proprio, le trame sono ben costruite e ricche di colpi di scena.

Insomma, letteratura d’evasione adatta a letture estive in un pomeriggio sotto l’ombrellone. Ma evasione intelligente e di qualità.

Tiresia

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