Roberto Saviano “Gomorra”

savianoDico la verità: avendo visto il film (chapeau ai loro autori: come hanno fatto a tirarlo fuori?) pensavo si trattasse di una cronaca romanzata; invece è un lungo e ostinato reportage vissuto in prima, anzi primissima persona.
Detto questo Saviano dimostra una conoscenza mostruosa, quasi maniacale, della camorra, dei suoi meccanismi-anche i più reconditi- e logiche di funzionamento, dei suoi fatti, delle sue pacchiane ricchezze e sanguinose miserie.
Sa anche scrivere con stile telegrafico e al tempo stesso analitico, che scava e scava.
Però il libro alla lunga è monotono, un rosario di brutture che più o meno si assomigliano tutte.
Insomma, a metà ho mollato.
Mi è venuto in mente un saggio di Pino Arlacchi, “Gli uomini del disonore”, che ho letto almeno una ventina di anni fa e che mi è sembrato decisamente migliore.
Entrambi i libri comunque confermano che, alla fin fine, la vita dei camorristi e dei mafiosi, capi o manovalanza che siano, è veramente una brutta vita. Una ben magra consolazione.
Poronga

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