Enrico Brizzi “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”

jack.pngIl “vecchio Alex”, il diciassettenne protagonista di questo romanzo, è davvero simpatico e accattivante: forte e insieme vulnerabile, sentimentale ma sobrio, passa intrepido attraverso le prove più o meno quotidiane del vivere adolescenziale (il rapporto con i genitori, la scuola, la musica, gli amici e il suicidio di quello a lui più caro) sulle quali primeggia il da lui subìto amor platonico con una sua coetanea che, quando il racconto inizia, se ne è da poco andata in America per un anno di studi.

La lettura è piacevole e riserva anche delle belle sorprese stilistiche.

Il risultato di questo “romanzo generazionale”, come esso si autodefinisce -è stato scritto nel 1995- mi parse, quando lo lessi, ottimo e soprattutto molto credibile.

Fu al suo apparire un caso editoriale direi meritato; molto più meritato, per fare un parallelo, di “Porci con le ali” (romanzo generazionale degli anni ’70, che fu anch’esso un caso), di cui non condivide neppure alla lontana la artefatta furbizia.

Bellissime le descrizioni del “vecchio Alex” in giro per Bologna sulla sua fulminea bicicletta.

Bellissimo anche il titolo che coniuga la passione per la musica (per chi non lo sapesse J. Frusciante era il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, che proprio in quegli anni aveva lasciato il gruppo) con quella ciclistica (uscire dal gruppo con uno scatto è la quintessenza di questo sport), ma anche, credo, con la più o meno confusa aspirazione che molti adolescenti prima o poi provano a “saltare fuori dal cerchio”.

Non credo che Brizzi si sia poi ripetuto a questi livelli.

Mi ha abbastanza sorpreso e divertito il fatto che Lucia abbia indicato questo libro fra i suoi cinque romanzi della vita. Forse era una provocazione, ma fino a un certo punto…

Magari la diretta interessata ha voglia di chiarirlo.

Poronga