Luis Sepulveda “La fine della storia”

storiaicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoJuan Belmonte  è un ex guerrigliero che desidererebbe tanto essere lasciato in pace a invecchiare con la sua compagna Veronica, che porta ancora i segni fisici e soprattutto psichici delle tremende torture inflittele dagli aguzzini di Pinochet, che la hanno letteralmente privata della parola.

Juan ne viste di tutti i colori: fedelissimo fino all’ultimo di Allende, ha in seguito combattuto in Bolivia, Nicaragua e in ogni luogo in cui occorresse sostenere la causa della libertà e del riscatto degli oppressi. Continua a leggere

Luis Sepùlveda “La fine della storia”

sepu.pngIl recente “ritorno” in libreria di una vecchia gloria come lo scrittore cileno Sepulveda è un po’ come se i Pink Floyd pubblicassero un nuovo album. Se ne ritiene assolutamente obbligatorio l’acquisto seppur provando un irrefrenabile sentimento frammisto di rimpianto nostalgico e di scettica attesa. Quindi se ne inizia la lettura (o l’ascolto,  alla ricerca dell‘inimitabile impronta di chi ha fatto la storia della musica (o della letteratura) della nostra gioventù perduta. E alla fine subentra un senso di pace, anche e solo per il piacere di ritrovare lo stile narrativo di chi ben conosce il mestiere pur senza prodursi nel nuovo capolavoro, ormai impossibile. Per l’occasione l’ex martirizzato dal regime di Pinochet e in seguito guerrigliero in Nicaragua, ma da anni risiedente in Europa, torna a Santiago sul luogo del delitto. O meglio, ci fa tornare in sua vece il protagonista, Belmonte, anche se questi, a differenza dell’autore, si è limitato a ritirarsi in campagna con Veronica, la donna della sua vita, a sua volta vittima della brutale ferocia di quegli anni.

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Luis Sépulveda “Patagonia Express”

sep.pngDi Sépulveda avevo letto solo “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” e mi era decisamente piaciuto. Poi, non so perché, non ho letto altro finché non mi sono imbattuto nella versione elettronica a prezzo stracciato di questo piccolo libro.

È un taccuino di viaggio in Patagonia che S. percorre con la sua fedele Moleskine e il suo fedele zaino al seguito. Vi dice nulla?

Se per caso non vi dice nulla ci pensa l’autore, che apre il libro immaginandosi (o è la verità?) seduto in un bar a bere birra con Chatwin, l’autore del celeberrimo “In Patagonia”.

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