Niccolò Ammaniti “Anna”

annaBrani di conversazione fra Niccolò Ammaniti e Concita De Gregorio alla trasmissione Pane quotidiano del 28/10/2015( la trasmissione è facilmente reperibile sul sito Internet della RAI )

CDG: Come è Anna?

NA: Anna è un personaggio nuovo per me… perché io in fondo  avevo sempre scritto di maschi, di ragazzini… e quindi mi sono messo lì e ho pensato di raccontare una ragazzina di 13 anni che è rimasta sola all’improvviso… non sola ma con un fratellino più piccolo di cui deve fare la madre…

CDG: Lei ha anche un fratello molto piccolo… Lo dici quanti anni ha, non me lo ricordo.

NA: Sì, lo dico. Ce ne ha 4 meno di lei, quindi ce ne ha 7.

Caro Ammaniti, il suo libro è già in testa alle classifiche. Non c’è bisogno di strafare.

Tiresia

Pietro Ammaniti “Ti prendo e ti porto via”

ammaPietro è un dodicenne alle prese con una madre depressa, un padre violento e alcolista, un fratello maggiore fallito e per lui inesistente.

Ha anche un problema con tre bulletti che lo hanno preso di mira.

L’unica cosa bella, ma bella davvero, della sua vita è Gloria, una coetanea assai carina e affettuosa. Poi c’è Flora, la sua professoressa di italiano, l’unica del mondo adulto che lo capisce, ma che lo tradirà travolta da un dolore troppo grande.

In parallelo alla storia di Pietro c’è quella fra Flora, una splendida trentaduenne crocifissa dalla vita e ormai avviata sulla strada di una malinconico zitellaggio, e Graziano Biglia, il quarantaquattrenne e ormai attempato “falco” di Ischitano Scalo, che forse rappresenta il personaggio meglio riuscito, e comunque spassosissimo, del romanzo.

È una storia di povericristi che in qualche modo si arrabattano tutti; è una storia che ha un epilogo drammatico, ma che si conclude con un filo di speranza: la davvero bella lettera di Pietro, ormai maggiorenne in procinto di tornare (non dico da dove, ma non è un bel posto), che scrive a Gloria, e che si conclude così: “Preparati, perché quando passo da Bologna ti prendo e ti porto via“.

Secondo me questo è un bel libro, il migliore di A. (anche meglio dello straletto “Io non ho paura”), che si conferma scrittore molto scorrevole e piacevole, assai sapiente nell’incatenare il lettore alle sue storie con una scrittura efficace e immediata, e nel rappresentare il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.

Una citazione: “Ognuno è quello che fa”.

Poronga