Al Alvarez “The biggest game in town”

alvarezScrivo di questo libro non perchè sia ben scritto (anzi magari in origine lo era, vista la fama di Alvarez, ma la sciagurata traduzione lo impoverisce e a volte infastidisce veramente), e nemmeno perché sia un libro che può interessare un vasto pubblico….  Ne scrivo perché parla dei di professionisti del poker ad altissimo livello, quelli  che usano i soldi come uno strumento per vincere, come i professionisti del biliardo usano la stecca, quelli del golf la mazza ecc.  E anche qui, come in altri resoconti di altri sport ad alto livello, si dimostra che per essere,  e soprattutto per rimanere per molti anni al top, valgono in modo prevalente le doti di personalità, di carattere, di sopportazione della fatica… immaginatevi  Lo Scuro al biliardo, Silvio Orlando nel film Regalo di Natale, o i professionisti della boxe dipinti da Norman Mailer in “The fight”. The biggest game è un libro di 200 pagine che secondo me può valer la pena di leggere,  perché parla non solo di poker e di giocatori di poker, ma anche dell’America, di Las Vegas, di come è nata, dei frequentatori , dei personaggi, alcuni descritti in modo magistrale e con ricchezza di aneddoti.

Siccome tuttavia penso che non saranno molti quelli che leggeranno questo libro, riporto due gustosi aneddoti a loro modo significativi dell’ambiente e dei personaggi.

  1. Ulvis Alberts è un fotografo freelance che ha coperto (orrenda traduzione letterale…) il torneo di poker negli ultimi cinque anni. …… Nel corso della sua prima visita al Binion’s (l’Hotel dove si svolgono i campionati mondiali), alcuni dei partecipanti gli hanno chiesto di poter acquistare ingrandimenti delle foto che erano state loro scattate. “Costano settantacinque dollari” ha risposto lui e subito si è creato un problema: quando i giocatori hanno tirato fuori i rigonfi rotoli di contante nessuno aveva tagli piccoli. “Allora ho fatto il prezzo di cento dollari e tutti erano contenti”
  2. Un giornalista di New York scuoteva il capo con palese disapprovazione ascoltando il resoconto di una mano giocata in modo “funambolesco” da Jack Straus (uno dei più forti giocatori del mondo). Quindi lo apostrofò: “Mi dica signor Straus, non le dispiace mai per le persone che sconfigge?” Strauss si mise comodo, fissando il volto serissimo dell’uomo come attraverso il crocino (mirino??) di una pistola di precisione..… “E’ bizzarro che lei mi chieda questo…. Proprio il mese scorso ho giocato con un imbianchino e ho vinto tutto il suo salario di un mese – milleduecentoquaranta dollari – e anche cento dollari sulla parola. Alla fine della partita mi ha girato l’assegno della paga e io l’ho accompagnato a casa per recuperare il resto. A casa c’era la moglie con i sei figli… “Tesoro, le ha detto lui, ci sono brutte notizie: ho perso a poker tutta la paga di un mese” “ Lei ha cominciato a gridare “E cosa daremo da mangiare ai bambini il mese prossimo?” “Tesoro, ha risposto lui, non ti ho ancora detto il peggio. Devo ancora a questo signore cento dollari”. Mentre loro discutevano ho dato una occhiata in giro e ho visto la borsa della signora aperta con dentro un biglietto da dieci e uno da un dollaro. Allora, lo sa cosa ho fatto? “No” rispose il giornalista con apprensione… Che cosa ha fatto?” L’occhio sinistro di Straus si era stretto ancora di più…. “Ho preso solo il biglietto da dieci dollari e ho lasciato correre per il resto”.

Silver 3

Annunci