Dan Kavanagh (Julian Barnes) “Duffy”

dan.pngNon leggo molti gialli, ma questo mi ha attratto perché, sotto lo pseudonimo di Dan Kavanagh, si nasconde un giovane Julian Barnes, autore di cui si è spesso parlato sull’Asino. Ero curioso di vedere se il talento del grande scrittore si sarebbe visto anche in un giallaccio scritto credo soprattutto per denaro, imitando un po’ lo stile hard-boiled. Il risultato è una lettura gradevole, anche se la storia è un po’ sgangherata.

Siamo nella Londra di fine anni Settanta, anzi più precisamente a Soho, quartiere a luci rosse. E i personaggi sono prostitute, papponi, spogliarelliste, piccoli gangster da strapazzo. E su tutti Duffy, il protagonista, ex poliziotto cacciato dalla polizia per le sue inclinazioni bisessuali, disincantato osservatore del mondo del vizio e detective privato dotato di talento ma del tutto fuori dagli schemi. Come ho già detto la storia è sgangherata, ma tutto sommato volutamente, perché non si parla di grandi delitti, ma di storie squallide in ambienti sordidi. Il tutto è una scusa per mostrare uno spaccato dell’Inghilterra alla fine degli anni Settanta, in uno dei momenti di più profonda crisi della sua storia. La gente è sbandata, la polizia è corrotta, il sesso nelle sue forme più brutali è l’unica consolazione di intere classi sociali, come in 1984 di Orwell. Ma il tutto è descritto con ironia e disincanto, una costante strizzata d’occhio ai lettori che sta a dire: io non mi prendo troppo sul serio, quindi non fatelo neppure voi ( va bene il genere hard-boiled, ma cosa vi sembra di una segretaria che, se il principale le chiede di pulirgli gli occhiali, si sfila le mutandine e glieli pulisce con quelle? ). Gangster da strapazzo recitano la parte dei grandi criminali, parlano come manager di grandi aziende. Ma la cosa paradossale è che non fanno gli strafalcioni che ci si aspetterebbe da chi cerca di recitare una parte che non è la sua, ma parlano effettivamente come chi ha almeno una laurea a Cambridge!

Paradosso e ironia dominano su tutto e rendono il romanzo, anche se probabilmente non piacerà troppo agli amanti dei gialli classici e degli intrighi ben costruiti, una lettura piacevole e rilassante, diciamo da treno o da spiaggia.

Insomma, se uno scrittore è un grande scrittore, anche quando scrive con la mano sinistra qualcosa di buono viene sempre fuori.

Tiresia