Saul Bellow “La resa dei conti”

bel.pngicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Io non sono un grande appassionato della letteratura americana contemporanea. Con le ovvie eccezioni, la trovo generalmente stereotipata e ripetitiva.

Una delle eccezioni è Bellow. Neanche per lui vado pazzo, ma ne riconosco il valore, forse anche perché ho letto i suoi romanzi più noti quando ero più giovane e indulgente. Adesso, complici un aereo in ritardo e una libreria dell’aeroporto che grazie al cielo non teneva solo letteratura d’evasione, ho avuto occasione di leggere questo breve romanzo, più forse un racconto lungo, pubblicato nel lontano 1956 e ormai inserito dalla Penguin nei ‘ classici moderni ‘. Ad attrarmi, il giudizio di James Wood, un critico letterario che stimo, che lo definisce addirittura una delle grandi opere letterarie del XX secolo.

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