Maurizio Maggiani “L’eterna gioventù”

Il sogno dell’Anarchia lungo cinque generazioni. Si parte dall’Armando, detto il Garibaldo, che partecipò alle imprese del Generale, e che si trovò alla fine della sua vita nel porto di Genova, a gestire una specie di cucina galleggiante che vendeva pasti caldi ai marinai direttamente alle barche. Si prosegue con la figlia Anita, detta la Canarina per il colore giallognolo che impregnava le mani e il volto delle donne che, come lei, lavoravano il tritolo nell’industria bellica; un personaggio leggendario che vive fino a 117 anni. Poi Sirio, che combatte nella prima guerra mondiale, agli ordini del giovane tenente Alessandro Pertini, per poi dedicarsi a un pericolosissimo lavoro in miniera. Indi Saverio, detto l’Artista, cui è affidata la narrazione del libro, che a un certo punto inizia ad utilizzare le sua capacità di litografo per stampare bellissimi dollari falsi; carcerato a Marassi per sette anni, produce poi artigianalmente altrettanto belle pipe. Suo figlio Mauri farà invece il poliziotto, mentre il di lui figlio Saverio, detto il Menin, lo vedremo soprattutto alle prese con la sua “più che nonna” Canarina.

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Booth Tarkington “The Magnificent Ambersons”

I Buddenbrock alla americana. Gli Amberson sono una ricchissima famiglia che domina la città in cui vive, al punto che vi sono viali, piazze, edifici che portano il loro nome. Il rampollo che dovrebbe prendere le redini della famiglia è il diciottenne George Amberson Minafer, un personaggio dispotico, arrogante e insolente; un pallone gonfiato che ritiene inadeguato al suo stato svolgere un qualsiasi lavoro e che, nella sua supponenza, non capisce nulla dei rivolgimenti che si stanno verificando (siamo a cavallo del cambio di secolo), e in particolare dell’epoca di tumultuosa industrializzazione che il Paese sta iniziando.

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Manlio Cancogni “Allegri, gioventù”

Una piccola e variegata comunità di ultrasessantenni vive in un grappolo di case sparse in una campagna poco discosta da una cittadina. Durante una notte le case e i suoi abitanti vengono flagellati da un temporale di fine estate dalla inusitata violenza. Ciò porta uno scompiglio che non riguarda tanto i luoghi colpiti dall’evento, pur duramente provati (ma in fondo nulla di grave) quanto le persone che vi abitano, che è come se avessero ricevuto una specie di scossa che ne altera in modo imprevedibile i comportamenti, soprattutto attinenti alla sfera sessuale. Appetiti e pulsioni che sembravano sopite si rianimano improvvisamente, in una serie di indiavolati  incroci dalle alterne vicende.

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Walter Zenga “Ero l’uomo ragno”

Walter Zenga è stato uno dei più grandi portieri italiani, ha giocato dieci stagioni nell’Inter vincendo uno scudetto e due Coppe Uefa, ed è stato il titolare fisso nella bella e sfortunata Nazionale di Vicini eliminata in semifinale agli europei in Germania del 1988 e ai mondiali casalinghi del 1990.

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Tommaso Landolfi “A caso”

Premio Strega 1975, consta di alcuni racconti il più importante dei quali è il primo, che dà il titolo all’intero volume. È l’immaginario dialogo fra una sorta di es e io del protagonista. La prima istanza lo incita a commettere un omicidio, per l’appunto, “a caso”. L’io chiede all’es, di fatto il mandante del delitto, le ragioni di tale gesto, e si sente rispondere: “per offendere, dirò così, completamente il Creatore e in ciò sperimentare inusitate voluttà“.

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Bill Bryson “Una passeggiata nei boschi”

L’Appalachian Trail è un leggendario sentiero lungo oltre 3100 km (a quanto pare nessuno ne conosce con esattezza la lunghezza) aperto fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, e che congiunge la Georgia al Maine passando per un’altra decina di Stati.

Il libro, edito nel 1997, è il resoconto del viaggio intrapreso da Bryson con il suo amico Katz.

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Valerie Perrine “Tre”

Non avevo letto il precedente “Cambiare l’acqua dei fiori” e la mole del romanzo, nonché l’evidente confezione in stile best seller estivo da ombrellone in spiaggia non mi attirava troppo e così l’ho iniziato un po’ in sordina. Mi stavo piano piano abituando alle vicende adolescenziali dei tre inseparabili amici di prima infanzia Etienne, Adrien e Nina, quando a circa metà del romanzo l’autrice piazza un colpo di scena che non esito a definire tra i più clamorosi che mi sia mai capitato di leggere, anzi forse il più clamoroso di tutti.

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