Gianrico Carofiglio “Il bordo vertiginoso delle cose”

caroicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente un buon libro che per certi versi mi ha sorpreso.

Enrico Vallesi è vicino alla cinquantina. Ha pubblicato dieci anni prima un libro di successo. In seguito, non essendo riuscito più a scrivere nulla di pubblicabile, si è rintanato in una attività di editor di libri altrui, quando addirittura non di ghost writer. È un uomo in crisi: lasciato rovinosamente cinque anni prima dalla sua donna, vive solo e beve forse un po’ troppo. Una mattina, per un concatenarsi di casi, mentre è al bar legge un articolo di cronaca che lo scuote; racconta della uccisione di un rapinatore, avvenuta a Bari, sua città natale, per dove decide di impulso di partire. Continua a leggere

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Gustave Flaubert “L’educazione sentimentale”

icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoflau.jpegNiente da fare, io con Flaubert proprio non ci prendo.

Dopo precedenti esperienze, non esaltanti quando non proprio deludenti, ho riprovato con la sua ultima grande opera, che ho addirittura trovato la peggiore. La vicenda del giovane rampollo di provincia Frédéric Moreau e del suo travolgente amore a prima vista per Marie Arnoux, moglie del ricco e ambiguo Jacques, l’ho trovata lenta, fiacca; tutto un andare e venire fra salotti, feste, chiacchere, maneggi; e in, tale contesto, descrizioni ed elenchi interminabili e stucchevoli. Anche i frequenti e fitti riferimenti alle cronache di allora, se certamente interessanti per i lettori dell’epoca, finiscono, letti oggi, per non dire molto, poco aggiungendo al contesto storico che precedette i moti del ’48. Continua a leggere

John Irving “Il mondo secondo Garp”

irvingicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Ho letto questo lungo romanzo costantemente in bilico -curiosa sensazione- fra il considerarlo un gran bel libro o un libro non del tutto riuscito. Alla fine ho concluso che si tratta più semplicemente di un buon libro, anche se non imperdibile.

In buona sostanza il protagonista, Garp, nasce da una intrepida ragazza, Jenny Fields, che rifiuta i vantaggi della propria ricca famiglia facendo l’infermiera e procurandosi un figlio senza la seccatura di doverlo dividere con un padre.

Garp è un tipo un po’ strambo ma simpatico: studia, ha come hobby la lotta libera, sposa la dolce e bella figlia del suo allenatore, si decide a fare lo scrittore, cosa che gli riesce con medio successo, è un padre attento e molto apprensivo, corre a piedi dietro alle automobili che superano i limiti di velocità per redarguire il conducente, eccetera. Continua a leggere

Irvin D. Yalom “Il problema Spinoza”

giolaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Il romanzo appartiene ad una trilogia che l’autore ha scritto al fine di rappresentarci, con una prosa romanzata, la vita e il pensiero di tre grandi figure del pensiero filosofico.

L’obbiettivo può forse essere un po’ discutibile da un punto di vista letterario, e forse fare arricciare un po’ il naso a chi di questi filosofi conosce pensiero e vita, ma personalmente penso che l’idea sia degna di attenzione, perché avvicina ai meno esperti la conoscenza, almeno a grandi linee, di filosofi che hanno dato una svolta significativa al pensiero dell’uomo. Pecca forse un po’ di didascalismo, ma mi pare un peccato veniale. Continua a leggere

Irvin D. Yalom “La cura di Schopenhauer”

shicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2La cura è la storia di un gruppo di terapia.

Un po’ particolare….è presente infatti un contro leader potente e molto acculturato su temi fortemente connessi al lavoro del gruppo e un terapeuta malato di cancro, che sa che la sua vita è a scadenza. Situazione molto complessa, intensa, ma del tutto realistica.

Questa volta il romanzo, al contrario degli altri di Yalom a tema filosofico, non credo  abbia al suo centro il pensiero di un filosofo, in questo caso Shopenhauer, ma penso che il suo nucleo riguardi piuttosto il senso della vita, il rapporto con gli altri, il confronto con la morte e la profondità, la ricchezza del confronto terapeutico. Continua a leggere

Elena Ferrante “Storia del nuovo cognome”

fericona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoPraticamente una telenovela letteraria.

Ritroviamo Lila, sposa sedicenne, esattamente dove viene lasciata al termine de “L’amica geniale“.

Da qui prende abbrivio una densa e complicata storia basata su ingredienti noti  e collaudati: amori, tradimenti, gelosie, litigi, tensioni familiari, odi, botte, soldi, affari, ricatti, malavita, rivalità varie. Al centro di tutto ovviamente Lila, che mantiene la sua caratura di personaggio totalmente fuori dagli schemi e dalle convenzioni, di intelligenza e forza quasi soprannaturali, e per tali motivi destinata a spargere attorno a sé quasi unicamente dolori e macerie. Continua a leggere

Andrea Vitali “Olive comprese”

vitaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasino1936, la solita Bellano. Una vecchietta morta improvvisamente, forse perché ha mangiato un piccione avvelenato; il suo pasciuto gatto cucinato in salmì; la svitata moglie del podestà convinta che la sorella premorta si sia reincarnata in una donna dalla doppia identità, improvvisamente apparsa a Bellano; la apparente scomparsa nella guerra civile di Spagna del giovane Garibotti, le bravate di quattro giovani vitelloni del paese; le preoccupazioni di uno di questi, tornato sulla retta via, poiché la sorella -uno scricciolo tutto casa e chiesa- sta per sposare uno dei suoi ex compagni di bisboccia dallo spropositato membro (un chilo e due, “olive comprese”: tanto il peso misurato dai vitelloni). Continua a leggere

Valeria Parrella “Almarina”

par2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoVi sono libri anche molto impegnativi che ripagano, talora più che ampiamente, il lettore della fatica fatta, altri no. Questo breve testo, mentre lo leggevo, pensavo che appartenesse alla seconda categoria, ma in fondo non è vero.

Elisabetta Maiorano insegna materie scientifiche al carcere minorile di Nisida. Ha superato i cinquant’anni, svolge il suo lavoro con molto impegno e tanti dubbi, è rimasta da poco e all’improvviso vedova dell’amato marito, non ha figli, un passato aborto, forse beve un po’ troppo. Continua a leggere

Philipp Winkler “Hool”

hoolicona-voto-asino2Ennesima fregatura rifilatami dalla critica.

Il protagonista del romanzo è un ragazzotto direi decisamente psicopatico, capo della tifoseria hooligan della squadra di Hannover (mi si dirà: ma sei scemo a metterti a leggere ‘sta roba? Risponderò: mi sa che sono più scemo a fidarmi della critica che ha gridato al quasi capolavoro).

Del calcio in realtà a costoro importa poco o nulla, essendo solo il pretesto per menare le mani in scontri organizzati contro le tifoserie avversarie, che rappresenta il clou dei clou delle loro vite. Il resto è solo palestra, muscoli, tatuaggi, sigarette, sale da gioco, bar,  pizze surgelate, caffè, birra, cocaina, e l’armamentario di scemenze (culto per la tradizione del club, fedeltà, onore, rispetto ecc.) che accompagna la vita di queste persone . Continua a leggere

Kent Haruf “Crepuscolo”

haricona-voto-asino2icona-voto-asinoicona-voto-asino2Seconda puntata della trilogia che ha inizio con “Canto della pianura”, già commentato. Tornano i fratelli McPheron e Victoria e, come comprimari, Guthrie e Maggie Jones, a cui si aggiungono altri personaggi, fra i quali spicca Rose Tyler, solerte ed empatica assistente sociale, che prende il posto di Maggie nel ruolo di eroina.

La ricetta è la stessa del “Canto”; medesima ambientazione nel profondo e gelido nord rurale americano e rappresentazione di una vita dura e spesso marcata da disagi e dolori, che frequentemente si riverberano su bambini e adolescenti (due vivono in una roulotte scalcagnata con genitori inadeguati e zio violento; altri due con una madre alla deriva; uno con il burbero nonno di cui deve prendersi cura). Ma esistono squarci di umanità e gentilezza che ridanno al vivere senso, dignità e speranza. Continua a leggere