Michail Bulgakov “Il Maestro e Margherita”

bulgaicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoAmmaliato dalla recente recensione di “La guardia Bianca” di Poronga, mi sono deciso a cimentarmi con il Monumento, di cui avevo solo una vaga idea per sentito dire. Dire che sono stato catturato, frastornato, trasportato, in un mondo rutilante, fantastico e reale al contempo, e che non sono riuscito a mollarlo fino alla fine, credo che renda bene l’idea del fascino della scrittura di Bulgakov. Se è impossibile seguire i personaggi, con i loro triplici nomi russi, le loro professioni e i loro ordinati incarichi nella burocrazia sovietica post rivoluzione, resta sempre teso il filo di un racconto che non si riesce ad abbandonare, in cui tutto si tiene, sotto la dominante aura di Woland, alias Satana, alias il diavolo in persona. Un diavolo intelligente e buono, che, insieme ai suoi sodali/collaboratori, fanno sempre il bene, “una parte di quella forza che vuole costantemente il male e opera costantemente il bene”. Continua a leggere

Ernest Hemingway “I quarantanove racconti”

downloadicona-voto-asino2icona-voto-asino2Decisamente nessuno di questi racconti mi ha entusiasmato, e molti anzi  li ho trovati piuttosto incolori e inutili (ad esempio “Dieci indiani”, “Un canarino in dono”).

Ricorrono comunque i motivi classici del mondo di Hemingway: il cimento virile, la corrida, il safari, la caccia, la natura, i cavalli, la guerra, il coraggio, la pesca, l’alcol.

Posto per le donne, mero contorno rispetto al protagonismo maschile, pochissimo. Continua a leggere

Mario Vargas Llosa “Pantaleòn e le visitatrici”

vargasicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoL’esercito peruviano è alle prese con un grave problema: reclusi nella foresta amazzonica i suoi soldati danno sfogo ai loro istinti sessuali violentando tutte le donne che capitano loro a tiro.

Generali e colonnelli decidono di correre ai ripari organizzando un servizio itinerante di prostitute che soddisfi le pulsioni della truppa.

Viene incaricato dell’operazione il capitano Pantaleòn Pantoja, un militare modello che accetta senza discutere il compito, che svolge con la massima serietà e dedizione, anche a costo di mettere a repentaglio la serenità familiare. Continua a leggere

Asinochinonlegge Statistiche

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L’Asino è un po’ meno vivace che in passato, quando venivano commentati circa una decina di libri al mese.

Tuttavia, stando alle statistiche offere da WordPress, il sito è sempre abbastanza frequentato, contando almeno 80 visualizzazioni al giorno.

Le visualizzazioni totali sono oltre 162.000.

I libri commentati oltre 850.

Molte recensioni dell’Asino appaiono nelle prime pagine dei motori di ricerca.

Grazie quindi ai molti lettori, che ringrazierei di più se inviassero qualche segnalazione o commento (v.  le “Istruzioni per l’uso”).

Poronga

 

Paul Beatty “Lo schiavista”

schiaicona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoCi sono libri che, pur fortemente legati a una determinata comunità ed intrisi della sua storia, cultura ecc., riescono a parlare a tutti (ad esempio la letteratura ebrea ne è ricca); altri libri che danno a chi non faccia parte di quella comunità l’impressione di essere lasciato “fuori dalla finestra” e di non poterli quindi apprezzare ed intendere appieno. “Lo schiavista” a me ha dato esattamente questa impressione.

Beatty offre una rappresentazione satirica e spericolata della società americana odierna vista dal lato della popolazione nera, simboleggiata in modo particolare da Bonbon, protagonista del romanzo, che addirittura fa un esperimento per ripristinare la segregazione razziale e la schiavitù. Continua a leggere

Luis Sepùlveda “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”

sepicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Mi dispiaceva aver parlato di Sepùlveda solo per commentare negativamente uno degli ultimi suoi libri. Ho quindi ripreso in mano questo breve romanzo, grazie al quale S. raggiunse il successo, e che all’epoca mi piacque molto.

Sarà che sono diventato una vecchia buccia, ma la rilettura di oggi mi ha colpito meno, forse anche perché il tema del romanzo, vale a dire lo scempio della foresta amazzonica da parte dell’uomo avido e senza scrupoli, allora relativamente nuovo (il romanzo è stato scritto nel 1989), oggi è diventato tristemente vieto, mentre le cose sono ulteriormente precipitate. Continua a leggere

Gabriel Garcia Màrquez “Dell’amore e di altri demoni”

marqicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2Il solito grande, visionario Màrquez.

Non a livello di “Cent’anni di solitudine” (d’altra parte non è che i capolavori possono essere sfornati a raffica), ma della stessa famiglia.

In una Spagna seicentesca e oscurantista si narra, anche se non ce ne si accorge subito, dell’amore fra una povera ragazza dodicenne “posseduta dal demonio” e il suo esorcista. Continua a leggere

Walter Scott “Ivanhoe”

ivanicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoComplice la sosta forzata da Coronavirus ho rinverdito questa lettura dei miei giovani anni che conferma quel che in fondo già sapevo, vale a dire il suo essere un libro che ha divertito generazioni di adolescenti, per quanto dubiti che possa interessare quelle di oggi.

Un romanzo cavalleresco in piena regola, ambientato nell’Inghilterra della fine del XII secolo, dominata dai maneggi del Principe Giovanni per soppiantare sul trono Riccardo I, detto Cuor di Leone, assente causa la sua sfortunata partecipazione alla terza crociata; il tutto nel contrasto, che costituisce il leitmotiv del libro, fra Sassoni e Normanni, che vengono rappresentati in forma stereotipata: gli uni rudi ma genuini e fondamentalmente buoni, gli altri dissoluti, prepotenti, fondamentalmente cattivi; tutti però accomunati da una trombonaggine mai vista che si nutre di virilità, onore, orgoglio, sprezzo del pericolo, valore  guerresco ecc., che li spinge a scannarsi allegramente nel tripudio della folla anche durante i festosi palii cavallereschi che vengono a tal scopo organizzati. Continua a leggere

Sinclair Lewis “Babbitt”

babbicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoGeorge F. Babbitt, come si dice fin dalla sua prima presentazione, “non ha nulla di gigantesco“.

È anzi un uomo mediocre, banale e complessivamente meschino, che conduce una vita mediocre, meschina e banale.

Ciò nonostante il successo raggiunto, ed anzi proprio a causa di esso e dei modelli ai quali, con fanciullesco entusiasmo, ha dovuto sottomettersi per ottenerlo. Continua a leggere