Romain Gary “Biglietto scaduto”

garQuesto, recensito come capolavoro da una tale Camilla Baresani, è l’unico libro di R.G. che ho letto, trovandolo non solo bruttissimo ma anche ridicolo.

Ne è protagonista un dandy Jaguar-munito bello, miliardario, colto, lungimirante, sensibile, intelligente, già che ci siamo ex nazionale francese di rugby ed eroe della resistenza partigiana (naturalmente colonnello).

Insomma, un recordman di antipatia che ama, follemente riamato, una bellissima e ricchissima ereditiera brasiliana che ha 37 anni meno di lui (quindi, fatti i calcoli, una che ha 22 anni, ma che egualmente è coltissima, profondissima, saggissima).

Il tizio si dispera perché invecchia e, in particolare, perché le sue prestazioni erotiche sono in calo (figlio mio, ma a 59 anni…).

E a un certo punto sbotta:

Piuttosto crepare. Che l’Europa si accetti pure ma io no. Se non ho più abbastanza avvenire, vitalità, vigore, se devo essere spossessato di me stesso, rinunciare all’idea che ho di me, della civiltà, della Francia……”.

Insomma, tutto travolto, Francia e civiltà comprese, da un’erezione non più brillantissima.

Avevo giurato di non leggere più nulla di questo autore, anche se avevo trovato che non scrivesse affatto male le sue –nel caso di specie- intollerabili sciocchezze.

Ora la recensione di Marina fa vacillare pericolosamente questo giuramento.

Sarei però curioso, ove Marina leggesse “Biglietto scaduto”, se ci facesse sapere cosa ne pensa.

Poronga

Romain Gary “La vita davanti a sé”

garyNon avevo mai letto nulla di R.Gary finchè   mi è arrivato in regalo questo romanzo di formazione  sorprendente.

Mohamed detto Momo vive  con una vecchia ex prostituta ebrea polacca,scampata ad Auschwitz, Madame Rosa, che si mantiene ospitando a pagamento   bambini di altre prostitute, che , secondo la legge francese , non possono tenere con sè  i figli. Forse Momò ha 10 anni, non si sa quando è nato, sua madre non viene mai a trovarlo , ovviamente non c’è un padre, ma lui  si muove con grande intraprendenza nel quartiere multietnico di Belleville, tra mercati e caffè, e si salva sognando e rileggendo la realtà terribile che lo circonda con un tenace  desiderio di amore.

Madame Rosa vive al sesto piano oltre delle scale che lei non può più salire a causa del suo peso smisurato e delle malattie legate alla vecchiaia, la sua sopravvivenza dipende dalle cure di Momò, il preferito dei suoi bambini , e dalla solidarietà dei vicini. E’ stata portata dai tedeschi in Germania ma è ritornata viva e da allora ha il terrore dei documenti e dei controlli dell’amministrazione statale.

Intorno a Momò ,che forse è algerino,  girano altri personaggi di varie nazionalità:

Hamil , l’amico arabo che ha fatto  il venditore di tappeti in Algeria e Marocco  e ora vecchissimo e cieco siede tutto il giorno al caffe arabo di Driss che ha cura di lui  lo accompagna  a pisciare. E’ da lui che Momò ha imparato quello che sa sulla vita e a lui chiede continuamente “ se si può vivere senza amore.”

N’D’Amédée , nigeriano,protettore di prostitute che gira sempre con la scorta ,dato che è analfabeta ricorre a Madame Rosa per scrivere alla sua famiglia in Nigeria lettere che magnificano i suoi successi come costruttore .

Madame Lola , ex pugile senegalese ,oggi bellissimo travestito che batte tutte le notti al Bois De Boulogne, ma ogni giorno  visita Madame Rosa, porta viveri e champagne e aiuta la vecchia ormai immobilizzata a  tenersi pulita.

Il signor Waloumba, nero del Cameroun,  fa il mangiatore di fuoco e insieme a otto membri della sua tribù sale abitualmente da Madame Rosa per cantare e ballare in modo da scacciare gli spiriti maligni.

Il dottor Katz, anziano  medico ebreo, vuole inviare Madame Rosa,ormai gravissima, all’ospedale , cosa che lei teme e che la separerebbe da Momò ed è lo stesso Momò che con un abile  espediente riesce a garantirle un trapasso sereno in un luogo sicuro.

Romain Gary vinse per la seconda volta il premio Goncourt nel 1975 pubblicando questo romanzo sotto lo pseudonimo di Emil Ajar e mantenne il segreto anche col proprio editore fino alla morte, avvenuta per suicidio nel 1980. Fu il primo scrittore francese  a descrivere la realtà multietnica della banlieue. Per il racconto  in prima persona di Momò, Gary inventa uno stile molto seducente, ingenuo,ottimista e paradossale, sottilmente ironico, con contaminazioni delle culture araba,ebrea e africane, che bisognerebbe leggere in francese anche se la traduzione italiana è ottima .  Nel continuo paragone fra le varie culture che il bambino è stimolato a fare risiede un altro dei meriti del libro, che è il grande rispetto e amore per i  vecchi, un senso di solidarietà , di pietà umana e di comprensione  per la loro solitudine e sofferenza ,che sembra in via di scomparire  nel mondo occidentale e che Momò impara dai suoi amici africani.

Marina