Petros Markaris “Ultime della notte”

mark.jpgicona-voto-mezzoasinoIn genere i primi libri che aprono una “serie” sono fra i migliori.  Ho riprovato con questo scrittore che pure non mi aveva entusiasmato (se ne è già parlato sul sito a proposito di un romanzo più recente, “Prestiti scaduti”), ma è stata una vera delusione.

In questa sua prima comparsa il Commissario Costas Charitos risulta un tipo abbastanza rozzo e stucchevole: tratta male i suoi collaboratori, definisce “lesbiche” le donne che gli stanno antipatiche, ha un rapporto abbastanza demenziale con la moglie (che fa l’amore con lui solo per farsi comprare un paio si scarpe costose…) , si lamenta in continuazione (ha volta a volta mal di testa, la nausea, è distrutto, morto di stanchezza, ha gli incubi ecc.) è fissato col meteo (sempre schifoso), ha idee balzane del tipo che “tutti i giovani dovrebbero essere obbligati, dopo il servizio militare, a fare sei mesi di prigione per completare la loro formazione”. Per di più ha metodi quantomeno sbrigativi (“O me lo dici con le buone o ti porto dentro e inizio a suonartele”).   Continua a leggere

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Petros Markaris “Prestiti scaduti”

markarisEra già da un po’ che ne sentivo parlare e che meditavo di leggere qualcosa di Petros Markaris e del commissario Kostas. L’occasione è arrivata un paio di settimane fa a Campertogno durante una piacevole camminata in Val Sorba, sopra a Rassa, quando, di punto in bianco Fiorella mi fa, devo poi ricordarmi di darti un libro di un autore greco che mi piacerebbe che leggessi……. quando si dice “timing”!

In estrema sintesi, lo definirei un bel romanzo estremamente piacevole anche se non credo ne leggerò un altro della serie.
Lo schema su cui si sviluppa il romanzo è stracollaudato: il Protagonista (Kostas Charitos) è un commissario della omicidi di Atene alle prese con un caso di omicidio ma con un vita personale molto normale: sposato con figlia appena sposata, problemi economici, di carriera ecc.
Molti lo definiscono il Maigret greco, (personalmente trovo che le straordinarie istantanee della società della provincia francese che riusciva a fare Simenon attraverso i suoi romanzi siano irripetibili) e in effetti la cosa decisamente carina, per cui lo consiglio assolutamente, è che attraverso il romanzo Markaris, in modo discreto e senza turbare il ritmo di lettura, riesce a dare un’idea della crisi Greca, di cosa succede e di come si sente la gente adesso. In fondo Grecia e Italia fanno parte dello stesso club (i PIGS) e molte delle odiose battutine sui greci che Markaris mette sapientemente in bocca agli stranieri che frequentano la storia me le sono sentite fare personalmente decine di volte da amici e colleghi stranieri su Italia e Italiani (non parliamo poi di quelle che ho dovuto subire su Berlusconi).
E’ scritto (e quindi anche tradotto) decisamente bene e non è mai risultato noioso o pesante.
Pur essendo un giallo non è mi ha affatto tenuto con il fiato sospeso, ne è di quei libri che non vedi l’ora di avere un attimo per metterti a leggere, tuttavia ogni volta che lo tiravo fuori, ancor prima di aprirlo, avevo la certezza che avrei trascorso quel tempo piacevolmente in buona compagnia, e così è sempre stato.

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