Beppe Fenoglio “Una questione privata”

fen.pngicona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2La questione privata narrata in questo breve romanzo riguarda un giovane partigiano che, forse in omaggio alla sua passione per l’inglese, ha scelto come nome di battaglia Milton.

Milton, innamorato di Fulvia, la cui bellezza “l’aveva sempre, più che altro, addolorato“, viene a sapere dalle confidenze di una ex governante della ragazza che questa amoreggiava con Giorgio, suo grande amico, anch’egli entrato a far parte della lotta contro fascisti e tedeschi.

Il giovane, che dalla descrizione anche fisica sembra quasi un alter-ego di Fenoglio, ha bisogno di sapere e di aver un chiarimento; si mette alla ricerca di Giorgio, che però è appena stato catturato. Cerca quindi di liberarlo procurandosi un prigioniero con cui scambiarlo.

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Beppe Fenoglio “Il partigiano Johnny”

fen“Johnny” è un degno rappresentante della classe medio-alta italiana antifascista.

Di buoni studi- nel bel mezzo dell’abbrutimento della vita partigiana si accorge, sgomento, di aver dimenticato l’aoristo di non so più che verbo greco- conosce perfettamente, non si sa perché, l’inglese e dopo una smaniosa attesa si fa partigiano.

Di ideali non certo comunisti, dopo un breve periodo delle brigate “rosse” trova finalmente i a lui più affini partigiani badogliani e si unisce a loro.

Si tratta quindi di un romanzo sulla guerra partigiana non comunista, ma non è stato per me questo ne è l’unico né il principale motivo d’interesse.

Il libro mi pare racconti non tanto la guerra partigiana come fatto storico (ne viene narrato solo un pezzetto, fra le montagne piemontesi, che tra l’altro si conclude con la sconfitta dei partigiani) quanto la vicenda umana di coloro che si trovavano a combatterla.

Accanto a Johnny, l’unica figura fissa del romanzo, passano e vanno tanti personaggi: Tito, Pierre, Ettore, Michele, il mitico Comandante Nord. Oltre a loro, sempre presenti, sono la morte e la estrema durezza della vita partigiana.

Non mi è parsa un’opera memorabile, ma bella senz’altro, specie per quel ritegno ed essenzialità della narrazione della quale partecipano molti scrittori piemontesi, quasi sempre i migliori.

A ciò Fenoglio aggiunge una vera e propria ricerca e, a volte, sperimentazione linguistica -ciò a prescindere dalle interpolazioni di quando Johnny pensa in inglese-, che lo porta a risultati espressivi decisamente interessanti.

Poronga