Stendhal “La Certosa di Parma”

Fabrizio del Dongo, focoso idealista di nobili origini, con l’incoscienza e l’ingenuità dei suoi 17 anni si unisce alla truppe napoleoniche, sfortuna vuole, proprio nella battaglia di Waterloo, che segna la definitiva sconfitta del grande uomo.

Stendhal, con occhio benigno e lievemente ironico, ne segue le poco gloriose vicende -per incominciare i soldati francesi, insospettiti dal suo italiano, lo mettono in gattabuia, da dove riesce in qualche modo a scappare trovandosi nel fischiare di cannonate e schioppettate di cui poco o nulla capisce, con la sola preoccupazione che quello sia davvero il suo “battesimo del fuoco”- fino all’epilogo dei suoi 24-25 anni.

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