Gesuino Némus “La teologia del cinghiale”

Attratto dal titolo e dai diversi premi ricevuti mi sono avventurato nella lettura di questo romanzo. L’inizio non è affatto male: ambientato in un piccolo paesino del nuorese “dimenticato anche dai diavoli”, e collocato nel luglio del 1969 (i giorni del primo sbarco sulla Luna), racconta del ritrovamento del cadavere di Bachisio Trudinu, cui segue il giorno stesso l’apparente suicidio per disperazione della moglie, cosa che lascia da solo il piccolo Matteo (bambino dalle misteriose facoltà che gli consentono di suonare sull’organo della chiesa sublimi composizioni che inventa lì per lì, così come di imparare il latino a una velocità vertiginosa), che sparisce da solo sulla circostante montagna.

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