Ernesto Ferrero “N”

fericona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoMaggio 1814: Martino Acquabona, elbano di buona famiglia, assiste attonito, come tutti gli altri isolani, all’arrivo del dominatore del mondo, ora battuto e confinato nell’isola d’Elba, riconosciutagli come piccolo feudo dagli inglesi vincitori.

Martino, uomo di pace mite, colto e dalla sommessa e arguta ironia, preconizza e poi racconta la bufera che sta per abbattersi sull’isola; una bufera durata  dicei mesi e al termine della quale nulla e nessuno, Elba ed elbani,  sarà più come prima.

Ne viene fuori il ritratto a tutto tondo, e di rara felicità espressiva, di un Napoleone incontenibile. Uomo di ingegno vivissimo e versatile, enciclopedico, inesausto, superattivo, di tutto si occupa con perizia, dalle fogne alle miniere, dall’amministrazione alla fortificazione dell’isola. Un ciclone, un rompiballe, affetto da una evidente ipertrofia dell’ego. Continua a leggere