Eugenio Baroncelli “Mosche d’inverno. 271 morti in due o tre pose”

baricona-voto-asino2icona-voto-mezzoasinoAlcuni giorni fa su YouTube ho ascoltato un’intervista di Baroncelli, indubbiamente un bel tipo, che senza tante cerimonie diceva di aver scritto il libro “Falene. 237 vite quasi perfette” solo per l’insistenza dell’editore.

Ho il dubbio che ciò sia accaduto anche per “Mosche d’inverno“, alla cui lettura mi ero accinto con grande aspettativa dopo aver letto il primo e bellissimo volumetto della serie, “Libro di candele. 267 vite in due o tre pose”, già qui recensito.

In effetti fra il primo e secondo libro c’è un divario di ispirazione davvero drastico. Anche se l’impianto è certamente elegante – per esempio le 271 morti sono telegraficamente evocate per categorie: morti giovani (“Cari agli Dei”), morti per amore (“Cuori infranti“), morti misteriose (“Di che cosa?”), eccetera-  fra il primo e secondo volume ho trovato un abisso di godimento, forse anche complice il fatto del venir meno dell’effetto-sorpresa. Continua a leggere