Selma Lagerlöf “La saga di Gösta Berling”

Nel 1891 Selma Lagerlöf  scrive una saga nordica: quella  di Gösta Berling, un ex prete tale divenuto per la sua passione per il bere, bello, intrepido ed avventuroso. Con lui i suoi compagni, i Cavalieri di Ekeby, “gli allegri, gli spensierati, gli eternamente giovani”.

Ci si aspetterebbe un romanzo dal ritmo indiavolato; personalmente l’ho invece trovato noiosissimo, imprigionato in una prosa aulica, verbosa, ripetitiva,  che prende il posto degli eventi, che accadono con esasperante lentezza.

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Paolo Di Paolo “Dove eravate tutti”

Il professor Tramontana, severo e compassato docente di liceo, poco dopo il suo pensionamento investe in automobile davanti alla scuola dove ha insegnato il suo ex-alunno Marangoni Thomas, col quale sembra avesse avuto un difficile rapporto. C’è il forte dubbio che lo abbia fatto apposta. La cosa è ulteriormente aggravata dal fatto che Marangoni Thomas (così il ragazzo viene rigorosamente chiamato nel corso di tutto il romanzo, almeno fino al punto in cui sono arrivato a leggerlo)  intratteneva una più che amichevole relazione proprio con la figlia del professore, che ovviamente la storia dell’investimento la prende abbastanza male.

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Camila Sosa Villada “Le cattive”

Le cattive sono un gruppo di donne e ragazze transessuali costrette per guadagnarsi la vita a prostituirsi in un pericolosissimo parco sito in Còrdoba, Argentina. Sono protette dalla loro decana, Zia Encarna, una creatura quasi mitica che le accoglie nella sua grande casa curandole, consigliandole e se occorre mantenendole. “La zia Encarna poteva passare una notte in bianco seduta in un commissariato fino a riuscire a tirar fuori di galera una di noi, ed era egualmente capace di passare un giorno intero a cercare di estirpare qualche virus del nostro corpo“.

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Fëdor Dostoevskij “Delitto e castigo”

Rodiòn Romànovič Raskolnikov, ventunenne ex studente di giurisprudenza che non ha avuto la possibilità di terminare i corsi “a causa delle circostanze”, è un ragazzo nobile d’animo, capace di gesti di inconcepibile generosità ed eroico altruismo, ma nel cui animo “si era già accumulato tanto amaro disprezzo“. Dominato dal disgusto e da un sentimento di angoscia per le brutture del mondo, è diventato “cupo, tetro, altero e superbo”.

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Monica Galfrè “Il figlio terrorista”

Ho letto con estremo interesse l’ultimo lavoro della docente di storia all’università di Firenze Monica Galfré, della quale avevo già apprezzato il precedente “La guerra è finita”, uscito otto anni fa per i tipi di Laterza.

Va detto per prima cosa che la Galfré scrive molto bene, fatto non così comune ai tanti che in questi anni si sono cimentati nella copiosa produzione su quell’importante periodo storico che attraversò almeno 15 anni di vita del nostro Paese, e in merito al quale è stato scritto tantissimo di sbagliato e molto di “strumentale”, soprattutto nelle pubblicazioni delle case editrici di maggiore diffusione.

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Lee Child “Zona pericolosa”

Indotto dalla solita entusiastica segnalazione, stavolta su “La lettura” (tu quoque!), mi sono indotto a leggere questo libro, sperando di divertirmi (ogni tanto ci vuole, no?). È andata male.

Jack Reacher, dopo avere servito la patria come militare dedicandole la vita, all’età di 35 anni viene buttato fuori senza tanti complimenti perché non serve più. Da sei mesi vive una vita randagia fra greyhounds, motel, tavole calde ecc. (ma almeno qualche volta si cambierà le mutande?).

È un marcantonio duro, super-addestrato e straordinariamente acuto e perspicace, al quale è molto meglio non pestare i piedi; ma ha anche un’anima pura e intatta: insomma, una specie di Rambo.

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