Paolo Giordano “Tasmania”

Il protagonista di questo romanzo, cui credo che Giordano abbia affidato alcuni caratteri e preoccupazioni di carattere marcatamente autobiografico, chiede a un certo punto a un esperto di clima quale sarebbe la zona del mondo nella quale si rifugerebbe in caso di cataclisma. “La Tasmania” è la risposta.

Giordano credo sia uno scrittore (più volte recensito su questo sito) e un intellettuale di valore: per esempio nel corso della pandemia o della guerra in Ucraina ho letto dei suoi articoli che mi sono sembrati molto ragionevoli e talora addirittura illuminanti.

Qui parla dei suoi incubi, che credo dovrebbero essere anche i nostri: in testa la gravissima emergenza climatica e il timore della guerra nucleare che, per rinfrescarci la memoria, correda di descrizioni di quanto accaduto a Hiroshima e la Nagasaki che fanno letteralmente accapponare la pelle.

Queste tematiche sono intrecciate con la storia del protagonista, in crisi sia personale che nel suo rapporto di coppia. È un materiale narrativo alquanto eterogeneo, ma che Giordano gestisce con molta sicurezza e proprietà, a conferma delle sue indubbie doti di scrittore.

C’è però veramente poco da stare allegri, come del resto evidenzia la frase che chiude il romanzo: “Scrivo di ogni cosa che mi ha fatto piangere“.

Eletto miglior libro del 2022 dalla giuria de La Lettura.

Poronga

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