Alberto Ravasio “La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera”

Guglielmo Sputacchiera è un trentenne laureato, disoccupato, mantenuto dai genitori e che ancora vive coi suoi. Ha “l’impatto sociale e morale di un deceduto”, “il magnetismo mondano di un tostapane” e nessuna prospettiva o speranza. Nulla di -ahimè-  nuovo, se non fosse che un mattino, al risveglio, si ritrova trasformato in donna, con tanto di seni e vagina. Che deve fare? In qualche modo si rassegna e si adegua.

Cominciano qui le peregrinazioni e i nuovi fallimenti dello Sputacchiera, che si adatta anche nel farsi coinvolgere in una sconcia e torrida chat con una tale dal nickname “Il Negro”. Colpo di scena finale che si adatta al carattere surreale del racconto.

Oltre alla ovvia traccia kafkiana ho trovato un modo di scrivere “alla Lansdale” visionario,  ironico, scanzonato, e sbrigativo che evidenzia soprattutto la grande bravura del maestro americano e come sia difficile scrivere alla sua maniera, apparentemente easy e casuale, ma in realtà sempre sul filo del rasoio; un filo dal quale Lansdale non cade mai, a differenza di quanto ogni tanto succede al pur valoroso e originale Ravasio, che si concede anche diversi giochi di parole, forse un po’ troppo insistiti ma non raramente riusciti.

Alla fine Sputacchiera trova lo slancio per andarsene, pur così malmesso, “non per coraggio e nemmeno per vendetta, ma perché, ancor più dell’ignoto, della fame e del futuro, ho paura di un’eventualità raccapricciante e buffa assieme: che possano spuntarmi i capelli grigi mentre ancora dormo nel letto di quando ero bambino. Grazie per tutta la pappa, papà, forse da qui in avanti me la preparerò da solo, o più probabilmente morirò provandoci”.

Forza Guglielmo!

Una prova coraggiosa e interessante, anche se non completamente riuscita, ma che merita al Ravasio, autodefinentesi “filosofo non praticante”, attenzione sia per questo breve romanzo sia per quanto scriverà in futuro.

Poronga

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...