Yasmina Khadra “L’ attentato”

Yasmina Khadra (pseudonimo di Mohamed Moulessehoul) è uno scrittore algerino che dopo essere stato ufficiale nell’esercito si è trasferito in Francia, dove i suoi primi lavori vennero osteggiati dagli intellettuali locali, inducendolo a firmarsi con il nome della moglie.

Il protagonista di questo romanzo è un affermato medico di Tel Aviv di origini palestinesi che ha abbandonato da giovane il proprio paese per integrarsi – con mille sacrifici – in terra nemica e condurre una vita serena e agiata.

L’incantesimo si spezza di colpo quando viene a scoprire che la propria adorabile moglie è l’autrice kamikaze di un terrificante attentato in un ristorante che ha provocato anche la morte di bambini innocenti.

Non ci crede neppure di fronte all’evidenza dei fatti, fino a quando non riceve un biglietto inviatole dalla stessa il giorno prima di compiere l’attentato, in cui gli scrive semplicemente che: “non c’è libertà senza patria”.

Dapprima sgomento e distrutto, e quindi accecato dall’odio per il tradimento subito dalla persona di cui maggiormente si fidava e che era convinto si fosse perfettamente integrata, al pari di lui, nel paese ospitante, si mette alla ricerca di chi – a suo dire – l’avrebbe traviata, trovandosi così di fronte agli orrori di una guerra mostruosa che fino a quel momento aveva fatto finta che non ci fosse.

Recuperando i valori e gli affetti di un’infanzia rimossa, cambierà radicalmente il proprio punto di vista, cercando tuttavia di aggrapparsi disperatamente al rifiuto per ogni violenza che possa togliere quella stessa vita che da medico aveva sempre operato per salvare, ma il finale (che non rivelo) gli dimostrerà che un’occupazione di territori altrui per mano militare non lascia spazio a scelte che non siano estreme.

Con stile asciutto e narrazione irresistibile, l’autore ci offre forse uno dei migliori spaccati di quello che resta tutt’oggi il più tragico dei tanti “problemi irrisolti” della storia del Novecento, obbligando anche il lettore più convinto della granitica bontà delle proprie certezze a rivederle, se non del tutto, quanto meno in parte.

Non è un libro sul terrorismo e sulla questione palestinese, ma un libro che racconta il percorso doloroso di un uomo impossibilitato a sfuggire il destino di chi nasce – senza colpe – nel posto e nel tempo sbagliato.

Bellissimo e commovente.

Davide Staccanella

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